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venerdì 4 febbraio 2022


Finocchi di Isola Capo Rizzuto, produzione scesa del 60%

Una produzione più che dimezzata a causa degli eventi metereologici avversi. E’ la situazione che sta vivendo il finocchio di Isola Capo Rizzuto, specialità del crotonese.
“Quest’anno dobbiamo fare i conti con oltre il 60% di prodotto in meno – spiega a IFN Aldo Luciano, presidente del comitato promotore del finocchio Igp di Isola Capo Rizzuto – dato che il freddo eccessivo ha impedito la crescita delle piante”. E continua: “Ora fortunatamente il clima è diventato più mite: non ci sono gelate durante la notte e le temperature fredde moderate sono anzi propizie per le coltivazioni”.

Il problema rimane comunque la scarsità del prodotto, che obbliga gli agricoltori a raccogliere i finocchi anche quando questi non sono perfettamente maturi. “Tutto l’opposto di quello che è successo nell’ultimo quinquennio - commenta Luciano - quando molto prodotto rimaneva invenduto a causa di una scarsa domanda”.



Buono in generale il livello qualitativo degli ortaggi anche se i produttori si ritrovano a fare i conti con costi di produzione altissimi: i rincari partono dalle materie prime come le piantine, per influire anche sui mezzi tecnici, sui costi energetici, sui concimi, sull’acqua utilizzata per l’irrigazione, sui costi di confezionamento e di trasporto.

“Nonostante i prezzi sui mercati siano remunerativi, ai produttori va poco o niente in tasca - sottolinea il presidente del comitato - a malincuore a chi coltiva vengono riconosciuti appena pochi centesimi al chilo: a causa di questi redditi scarsi molte aziende hanno preferito rinunciare alla coltivazione”.

“Se ritroviamo il finocchio venduto a 3,50 al chilogrammo ai consumatori, non significa che ai produttori viene pagato 2,50 euro - rimarca -  viene si pagato in maniera remunerativa ma, visti i costi di produzione, i contadini non hanno modo di incassare. Ancora una volta chi si arricchisce sono gli attori più grandi della filiera, dalle case sementiere alle rivendite”.

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