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martedì 18 gennaio 2022


«Non mancano i quantitativi ma la corsa al consumo»

Sono diversi i mercati italiani accomunati dal problema di quantitativi scarsi di frutta e ortaggi: complici le gelate in molti areali la produzione si è infatti bloccata. E’ una voce fuori dal coro quella di Elio Paparello, operatore storico del mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof) che dice: “Non mancano i prodotti ma la corsa al consumo. Le gelate si sono infatti concentrate al centro e nord Italia mentre la Sicilia sta continuando a produrre con temperature più miti, la differenza è di oltre 10 gradi rispetto ad altre regioni”. E continua: “Il problema è dal lato della domanda, le richieste sono pochissime. Le vendite sono quasi ferme e i prezzi molto bassi”.



Come indica il grossista, gli ortaggi come peperoni e melanzane sono venduti tutti sotto i 2 euro al chilo. E non c’è grande differenza con il prodotto spagnolo di importazione, anche se quello locale continua ad accumulare qualche centesimo in più. Non se la cavano meglio gli ortaggi a foglia larga: le insalate lunghe e la lattuga cappuccina viaggiano in una range prezzi da 1 a 1,50 euro.
A spiccare sugli altri ortaggi sono le zucchine: le gelate hanno contribuito a sollevare i prezzi e il prodotto siciliano è venduto dai 3 ai 3,50 euro al chilogrammo.



Fermo il trend commerciale degli agrumi, con consumi ai minimi storici: “vendiamo le clementine a 1/1,20 al chilogrammo mentre le mele Melinda a 1 euro – dice Paparello – gli altri frutti non li prendiamo nemmeno in considerazione perché in molti rimangono invenduti”.

A contribuire al blocco della domanda è, secondo il grossista, anche il ruolo del mercato: “Se fino a 20 anni fa eravamo un centro di smistamento importante, con gli anni il nostro peso si è decisamente affievolito e siamo stati superati da altre piattaforme di distribuzione”.

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