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martedì 18 gennaio 2022


Carciofi, gli elementi su cui puntare

Il carciofo, in senso generale, è un ortaggio in sofferenza. Le superfici dedicate, stando ai dati Istat, sono passate dalle circa 50mila del 2010 alle 38mila del 2020, per una contrazione del 24%. Ma questo prodotto, soprattutto con alcune tipologie e una proposta che strizza l'occhio al servizio e alla salubrità, può dare ancora soddisfazione.

Master Fruit, dopo il positivo test dello scorso anno, è pronta a partire con la nuova campagna del suo carciofo romanesco a Residuo Zero, che coltiva nell'areale di Licata, in provincia di Agrigento.
“La raccolta è appena iniziata, in leggero ritardo rispetto al solito, i quantitativi sono ancora limitati – spiega a IFN Maurizio Bartolini, responsabile commerciale dell'azienda – Lo scorso anno il Residuo Zero ha colpito nel segno, i clienti che lo hanno provato in assortimento sono rimasti soddisfatti e quest'anno riteniamo ci possa essere un interesse ancora maggiore: sarà la nostra novità assoluta, con volumi importanti”.


L'impresa opera su una settantina di ettari dedicati al carciofo, dove il romanesco è la punta di diamante. “Il clima è ancora piuttosto freddo, ma coerente con le temperature che ci possono essere a gennaio – prosegue il manager – Durante il giorno ci sono belle giornate soleggiate, ma soffia il vento di Tramontana che rallenta la maturazione dell'ortaggio”.

Focalizzandosi sul mercato, Bartolini rileva come ci siano “alcune tipologie in sofferenza, come il Morello e il Violetto. Lo Spinoso, invece, funziona piuttosto bene, così come il Romanesco, che ha quotazioni medio alte e buone prospettive per il futuro. Il Romanesco è un carciofo trasversale, lo si riesce a commercializzare in tutta Italia e viene riconosciuto e apprezzato dal consumatore. Il carciofo, però, si conferma una coltura in sofferenza e nei prossimi anni ce ne sarà sempre meno: è troppo avara di soddisfazioni per chi la coltiva”.



E Master Fruit come reagisce? “Segmentando l'offerta, vedi il Residuo Zero, aumentando la componente di servizio e offrendo confezioni più adatte alle esigenze dei clienti – risponde il responsabile commerciale – Aumentano le richieste per il prodotto pulito e i cuori di carciofo, che vengono confezionati in vassoi filmati per evitare la disidratazione dell'ortaggio e preservare la freschezza. Questo limita anche lo sfrido nei punti vendita ed è fondamentale, visto che la referenza non ruota più come un tempo. Cambiano le abitudini di consumo degli italiani, i tradizionali bouquet di carciofi ora se ne fanno molti meno – conclude Maurizio Bartolini - e tutto questo va preso in considerazione quando è il momento di fare i programmi”.

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