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venerdì 14 gennaio 2022


Danni da cinghiali, verso l'indennizzo rapido

La Commissione europea ha presentato le proposte di aggiornamento e modifica delle norme in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale, della pesca e dell'acquacoltura. E, come riporta Ermanno Comegna sul quotidiano ItaliaOggi, per gli agricoltori che subiscono danni dalla fauna selvatica ci potrebbero essere buone notizie, almeno per quanto riguarda gli indennizzi.

Questi, dal 2023, non dovrebbero essere più oggetto di notifica e di relativa autorizzazione preventiva da parte della Commissione stessa e quindi l'iter potrebbe diventare più veloce. In pratica il risarcimento potrebbe diventare automatico per i danni causati da animali selvatici protetti come cinghiali, lupi, orsi...



Sono soprattutto i cinghiali a preoccupare i produttori ortofrutticoli. La loro espansione su tutto il territorio nazionale li ha portati ad essere un flagello. Possono rovinare i frutteti, possono compromettere colture orticole a pieno campo. Il controllo della loro popolazione, soprattutto in alcune zone, è un'urgenza. Secondo Coldiretti dopo il lockdown per l’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari in Italia. E l'associazione guidata da Ettore Prandini stima danni all'agricoltura per 200 milioni all'anno.

I danni causati da questi ungulati sono stati ricompresi nel regolamento di esenzione agli aiuti di Stato. Tra le spese ammissibili a rimborso, riporta il quotidiano economico, sono comprese le colture distrutte e gli animali di allevamento uccisi, i costi indiretti, i danni alle attrezzature agricole ed ai fabbricati. E' necessario tuttavia che i beneficiari abbiano messo in atto misure preventive per circoscrivere il rischio potenziale. Gli indennizzi, invece, devono essere versati all'azienda entro un termine di tre o quattro anni dall'evento.

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