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lunedì 10 gennaio 2022


«Costi in aumento, ognuno tira acqua al proprio mulino»

Dal campo allo scaffale il percorso è sempre quello. Ma negli ultimi mesi a cambiare sono stati i valori in ballo: cresciuti vertiginosamente nella prima parte del tragitto, tanto da rendere il lavoro dei produttori sempre più complicato. "I nostri sacrifici e gli enormi rischi che ci assumiamo si scontrano con uno scarso riconoscimento da parte del mercato", si sfoga con Italiafruit News Marco Mangani, alla guida della Società agricola Mangani e Riccardi, 180 ettari coltivati a Tarquinia (Viterbo), e della società commerciale Emmegi Fruit.



"Ognuno tira acqua al suo mulino, ma serve un atteggiamento più responsabile lungo la filiera, serve più rispetto per i produttori - prosegue l'imprenditore - Ci troviamo davanti ad aumenti repentini e impressionanti, dai mezzi tecnici al gasolio, dall'elettricità alle materie prime. Rincari medi del 30-40% che per alcune voci sono ancora superiori. Tutto questo erode la già scarsa marginalità del settore: se consideriamo l'instabilità del mercato e la corsa dei costi che continua, viene da chiedersi cosa potrà accadere nel 2022. Lavoriamo senza certezze, senza un orizzonte, con poca manodopera disponibile: trovare il personale è davvero complicato in questo momento. Per quanto ci riguarda finora riusciamo a trattenerlo solo grazie alla nostra politica aziendale, dove il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e il rispetto delle normative è imprescindibile. I mercati riconosceranno qualcosa in più alle aziende o continueranno con la politica dei prezzi bassi?”.



La Società agricola Mangani e Riccardi in questo momento sta producendo una vasta gamma di ortaggi - finocchi, broccoli, romanesco, cavolfiori, verze e cappucci - nel mese di marzo avvierà la produzione di asparagi, mentre nel periodo estivo è specializzata in meloni e varie tipologie di angurie. "Davanti allo scenario attuale ci chiediamo a cosa serva il nostro lavoro, sia come azienda agricola che come commerciale. A dicembre i prezzi si sono alzati, ma solo perché manca prodotto - evidenzia Mangani – Però le condizioni climatiche avverse rendono il lavoro instabile e portano a perdite di guadagni. Eppure il dibattito si accende sul caro ortaggi: ma i consumatori sanno a quali aumenti siamo soggetti? Sono a conoscenza degli effetti di un mese di piogge sulla produzione? A vedere certe dinamiche sembrerebbe che il nostro ruolo sia inutile: se oggi salta un produttore - conclude Marco Mangani - domani se ne trova un altro".

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