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lunedì 20 dicembre 2021


Trattamento a freddo, la Spagna preme sull'acceleratore

Sono sempre più numerose le segnalazioni europee di agrumi contaminati provenienti da Paesi terzi, pari a oltre 200 fino al 6 dicembre, di cui il 58% dagli agrumi del Sudafrica e dello Zimbawe secondo i dati di Intercitrus. Parte da questo presupposto l’azione avviata dall’organizzazione interprofessionale spagnola per la coltivazione degli agrumi per approvare il trattamento a freddo a livello europeo.
Come riporta la stessa organizzazione in una nota stampa, il gruppo si è riunito mercoledì con gli eurodeputati spagnoli “per consolidare il gruppo di pressione a Bruxelles con cui forzare la Commissione Europea ad imporre il trattamento a freddo (cold treatment ndr) alle importazioni europee di agrumi”.

L’associazione spera in questo modo di prevenire l’entrata nei Paesi Europei delle malattie, principalmente della falena codificante agrumata (Thaumatotibia leucotreta). L’insetto, chiamato anche Falsa Cydia, è un parassita da quarantena che rappresenta un grave rischio fitosanitario, economico e medio-ambientale per l’agrumicoltura europea.


L'incontro tra Intercitrus e gli eurodeputati spagnoli

Il pressing dell’organizzazione servirebbe per porre fine al paradosso degli agrumi. A quelli spagnoli viene infatti richiesto un trattamento a freddo obbligatorio per poter esportare in qualsiasi altro mercato mondiale che produce agrumi. Al contrario, nessun Paese terzo applica il trattamento a freddo per esportare in Unione Europea. 
Solo quando si tratta di commercializzare gli agrumi in grandi mercati come gli Stati Uniti, la Cina o il Giappone, allora i fornitori (Sudafrica in primis) accettano l’applicazione del cold treatment.

L’incontro di Intercitrus con gli eurodeputati si è svolto il giorno prima che il Comitato fitosanitario permanente (Scopaff) discutesse le misure da applicare per combattere il record di intercettazioni di agenti patogeni nelle importazioni dai Paesi extra Ue. Gli europarlamentari porteranno ora gli argomenti all’attenzione di Bruxelles, cercando di stimolare alleanze tra gli Stati comunitari del sud, in modo da forzare la commissione verso il trattamento a freddo obbligatorio per le importazioni.



Oltre al trattamento a freddo, durante l’incontro sono state avanzate altre proposte per controlli più rigorosi: tra i patogeni da arginare c’è infatti anche la macchia nera degli agrumi (Citrus Black Spot). 

Quello tra Intercitrus è stato solo il primo di una serie di incontri con i membri della camera europea, che si terranno all'inizio del prossimo anno. Intercitrus ha espresso il timore che il dibattito al riguardo, strettamente tecnico e definito dai rapporti scientifici dell'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), si trascini troppo a lungo e sia contaminato da “interessi geopolitici e commerciali” dei Paesi settentrionali dell'UE – la cui attività è l'importazione, il riconfezionamento e la distribuzione – o che entrino in gioco circostanze anche al di fuori del settore fitosanitario, come la politica commerciale della Comunità o la stessa politica di cooperazione allo sviluppo.

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