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venerdì 17 dicembre 2021


«Carciofi introvabili, l'effetto maltempo sulle orticole»

“Stiamo vivendo una situazione di mercato abbastanza negativa, con l’ammanco di moltissime referenze a causa del maltempo”. A dirlo a Italiafruit News è Carlo Quirico, titolare dello stand Quirico srl al Caat di Torino.

Non solo non si è verificato il tanto atteso aumento della domanda in vista delle festività natalizie, alcuni prodotti risultano del tutto mancanti. “I carciofi sardi sono quasi introvabili – dice il grossista – nell’isola le piogge continue e le gelate hanno determinato danni inestimabili alle colture e i produttori sono in ginocchio. Basti pensare che su tre pedane, contiamo un totale di cinque cassette di carciofi”.
E per le logiche del mercato, i prezzi risultano alti: “al momento vendiamo il carciofo sardo senza spine a un prezzo massimo di 0,80 al pezzo, quotazioni destinate ad alzarsi considerati i volumi scarsissimi” commenta Quirico.



Una situazione in cui a pesare non è solo la scarsa produzione ma anche la sfiducia dei consumatori. “Complice l’incertezza della pandemia e lo scarso potere finanziario delle famiglie, i consumatori fanno fatica a comprare e le vendite si misurano con il contagocce - dice il grossista – Queste festività natalizie rappresentano un vero e proprio punto interrogativo: ad essere dubbioso è anche il mondo della ristorazione che non sa più come e quanto comprare. La gente ha voglia di godersi una cena fuori ma allo steso tempo la paura del Covid è tanta e spesso si tende a rimanere a casa”.

Tornando alle orticole, anche i finocchi stanno vivendo una situazione di crisi: mancano i volumi sui mercati e il prodotto è venduto da Quirico nella media di 1,40 al chilogrammo, che si alza a 1,80 euro per il prodotto premium.


Gli unici prodotti che stanno soffrendo un po’ meno sono gli ortaggi pugliesi: “commercializziamo la costa e le catalogne su 0,60/0,70 euro al chilogrammo mentre i broccoletti viaggiano su 1,60/1,80 euro al chilogrammo”.

Per quanto riguarda la frutta, Quirico segnala la forte scarsità delle pere a seguito delle gelate: “A mancare sono soprattutto le varietà Decana e Abate, come il resto dei frutti di provenienza emiliano-romagnola”.



Procede invece a singhiozzo la campagna delle clementine: “In alcuni giorni le abbiamo vendute bene, mentre il mercato si è un po’ fermato nei giorni in cui c’era abbondanza di prodotto – sottolinea il grossista”.

Con la campagna calabrese giunta quasi al termine, le forniture dei frutti sono inferiori rispetto alle settimane precedenti e i prezzi raggiunti sono “giusti”, come li definisce il grossista. Si parla di 0,60 euro per le pezzature più piccole fino a 1,20/1,30 euro per i frutti di categoria premium.
“Prossimamente i volumi saranno destinati a scendere ancora – conclude Quirico – e, solo con le clementine delle zone tardive, i prezzi potrebbero alzarsi. Speriamo che possano aumentare anche le richieste dei consumatori”.

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