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venerdì 26 novembre 2021


«Barbatelle di vite, perché usare i teli in Mater-Bi»

Controllo delle infestanti, migliore attecchimento, minore livello di stress idrico e sviluppo ottimale dell’apparato radicale. Sono solo alcuni dei vantaggi dell’utilizzo dei teli per pacciamatura biodegradabile in suolo in Mater-Bi di Novamont per le barbatelle (giovanissime piante di vite, propaggini che hanno emesso radici, ndr) coltivate in vivaio.


Diverse esperienze portate avanti in Italia hanno dimostrato come la pacciamatura della barbatelle in vivaio possa rappresentare una pratica di successo. In particolare Novamont, dopo diversi anni di esperienze in vari areali, ha introdotto l’utilizzo dei teli biodegradabili in alcune aziende friulane specializzate in questa produzione. “Nella pratica tradizionale la pacciamatura delle barbatelle veniva fatta con teli in plastica per assicurare il contenimento delle malerbe, un maggior sviluppo dell’apparato radicale e piante di qualità superiore: gli stessi risultati li stiamo ottenendo con l’applicazione dei teli biodegradabili” spiega Massimo Castagnetti, tecnico commerciale di Novamont. Che continua: “Con i teli in Mater-Bi abbiamo registrato una migliore traspirabilità del terreno che permette un’umidità quasi perfetta per l’apparato radicale delle piante. Inoltre, al termine della coltivazione, c’è la possibilità di interrare tutte le plastiche biodegradabili tramite una semplice fresatura”.

Le prove sono effettuate con pacciamature biodegradabili di due spessori diversi per individuare quale telo potesse rispondere meglio alle esigenze colturali: contenimento delle malerbe durante il ciclo, raccolta delle barbatelle senza frammenti di plastica sulle radici ed ottimale biodegradazione del telo alla fine della coltivazione.



L’utilizzo dei teli di Novamont risolve un altro importante problema nella coltivazione della barbatelle, ovvero la possibile contaminazione con residui plastici delle radici: “La presenza di plastiche a contatto con le radici va a inficiare la qualità del prodotto, cosa che non succede con i teli biodegradabili” sottolinea Castagnetti. Inoltre l’applicazione dei teli in Mater-Bi evita l’utilizzo di erbicidi o di lavorazioni del terreno nel primo anno, con contenimento dunque dei costi ambientali ed economici della tecnica.

“Pur non essendo ancora particolarmente diffusa dal punto di vista commerciale – commentano da Novamont - l’applicazione dei teli biodegradabili in Mater-Bi per la barbatelle ha mostrato tutti i risultati positivi evidenziati dalla pacciamatura tradizionali, con il valore aggiunto della biodegradabilità in suolo a fine ciclo, che non rende necessarie le operazioni di raccolta e smaltimento dei teli”.



L’utilizzo dei teli per pacciamatura in Mater-Bi ha mostrato in diversi anni di esperienze risultati molto positivi anche sulle viti di primo impianto, sia in termini di sviluppo vegetativo delle piante, che di precoce entrata in produzione e migliore qualità e quantità dell’uva. 
“I  teli in Mater-Bi di spessore 40 micron sono in grado di assicurare il controllo delle malerbe per un periodo fino a 18-24 mesi (in funzione di condizioni climatiche e tipologia del suolo) – specifica Castagnetti - influenzando al contempo in maniera positiva lo sviluppo dei tralci e delle radici ed arrivando ad un anticipo dell’entrata in produzione fino ad un anno”.

Anche se alcuni aspetti tecnici, soprattutto relativi alla meccanizzazione, vanno ancora ottimizzati, la pacciamatura delle barbatelle e della vite di primo impianto con teli biodegradabili in suolo in Mater-Bi è una tecnica che da anni rileva un certo interesse sia in Italia che all’estero. Nei prossimi anni – concludono da Novamont - potrebbe andare incontro ad una evoluzione, soprattutto in segmenti di mercato dove la gestione delle infestanti è fatta con mezzi alternativi agli input chimici.

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