eventi
FUTURPERA
2-4 Dicembre 2021
Ferrara 
MACFRUT 2022
4-6 Maggio 2022
Rimini
FIERAGRICOLA 
Verona
26-29 Gennaio 2022
INTERPOMA
Bolzano
17-19 Novembre 2022

leggi tutto

mercoledì 24 novembre 2021


Lincredible, il packaging di lino per l'ortofrutta

Se Glasgow in quanto città ospitante del Cop26 ha deciso che pianterà 18 milioni di alberi nel prossimo decennio, qui ci sono imprenditori illuminati decisi a riportare in Italia le colture e la cultura del lino, la fibra più eco-sostenibile insieme alla canapa. Una sfida che ha come cuore pulsante lo storico Linificio e canapificio nazionale del gruppo Marzotto, a villa d’Almé, fortino (dal 1873) dell’eccellenza Made Italy, circondato dalle acque deviate del fiume Adda. Pierluigi Fusco Girard, 39 anni, amministratore delegato, si entusiasma raccontando com’è nata la prima linea di prodotti in lino per il confezionamento alimentare ad alta sostenibilità. "Studiando mi sono reso conto dell’impatto che ha la plastica sui nostri mari: il 50 per cento della spazzatura è composta dalle reti. Mi sono detto: perché non utilizzare il lino invece della plastica?"

L’impiego del lino nel packaging alimentare
Una sfida tutta italiana affrontata con Raffaele Bonzagni, titolare della bolognese Kuku International. "È stata una impresa titanica far uscire da una macchina per la plastica reti in lino per impacchettare cibo, frutta e verdura. Sono già in uso nella grande distribuzione di Francia e Germania". Hanno lanciato anche un brand, Lincredible, "che vuole dare un contributo al cambiamento. Ora che la strada è aperta, si studiano gli sviluppi nell’agricoltura, "per le reti della raccolta delle olive, la copertura delle viti, fino ad arrivate alle reti da pesca". Pierluigi Fusco Girard spiega che, da padre, offrire il suo contributo di ingegnere chimico per cercare di ridurre l’inquinamento è diventato un obiettivo irrinunciabile.



La lavorazione del lino
Il manager ricorda la storia gloriosa del Linificio, la seconda filatura più antica d’Europa: "Unisce i macchinari antichi a quelli di ultima generazione per la produzione di tessuti di abbigliamento e arredamento d’eccellenza venduti anche alle griffe del lusso. L’ultimo brevetto è il lino elasticizzato. Siamo anche pionieri nel promuoverne l’applicazione di lino e canapa in tutti i settori in quanto fibre eco-sostenibili e riciclabili del futuro. 

Il campo di lino fiorito ad Astino, in provincia di Bergamo
"Qui ci sono grandi contenuti: lino e canapa nella fase di coltivazione non richiedono acqua di irrigazione oltre a quella piovana e impiegano minime quantità di prodotti chimici; nella fase della crescita assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Essendo il lino per il 90 per cento coltivato nel Nord Europa, Francia, Belgio e Olanda, si è calcolato che riesce ad assorbire fino a 250 mila tonnellate di anidride carbonica…".

L’impiego di lino e canapa nell’automotive è già realtà
L’altro grande tema è la fine del ciclo vita del prodotto. "Al Linificio e Canapificio Nazionale pratichiamo sia l’economia circolare sia la simbiosi industriale: la materia che entra non viene mai scartata, è utilizzata internamente oppure venduta come materia prima secondaria. Il lino di qualità è l’unica fibra che può vantarsi di essere autoctona europea, dal campo al prodotto finito". Fino alla seconda guerra mondiale era una tradizione tutta italiana e il gruppo Marzotto ha deciso di riavviarne la coltivazione, da Bergamo a Gravina di Puglia e alla Toscana. Da un lato l’estetica associata al confort nella moda, anche mixata alla lana, perché entrambe coibentano e quindi adatte all’estate e all’inverno; dall’altro, lo sviluppo per rendere lino e canapa complementari alle fibre sintetiche anche nei materiali compositi. 
"In collaborazione con Fibertech Group di Varese abbiamo realizzato un filato che si sposa con le resine. È flessibile e quindi adatto a forme complesse dell’automotive, di lusso e sportiva, dell’aircraft e delle casse acustiche. In occasione della Motor Valley il Linificio ha partecipato alla realizzazione dell’avveniristica Restomod car, carrozzeria in lino e canapa: a parità di resistenza e velocità, alleggerisce la massa e attutisce le vibrazioni". Come si concilia la sostenibilità con i costi? "Bisogna distinguere, tra prezzo, un po’ più alto, e costo per la comunità. Ma se riesci a mantenere margini corretti, quando ti sposti in questi settori che io chiamo oceano blu, l’investimento per l’azienda diventa a breve termine".

Fonte: Corriere.it


Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: