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martedì 23 novembre 2021


Come accedere agli incentivi dell'Industria 4.0

Opportunità interessanti. Incentivi per cambiare marcia alla propria azienda grazie alle potenzialità che offre la digitalizzazione. Con le agevolazioni previste nell'ambito dell'Industria 4.0 anche il business ortofrutticolo può cogliere nuovi spiragli di sviluppo. Ne abbiamo parlato ieri in diretta sui nostri canali social (clicca qui per rivedere la puntata) con Massimiliano Del Core (presidente Ortofrutta Italia), Alessandra Bampa (sales manager Formula Impresoft), Andrea Patrignani (consultant Formula Impresoft) e Luigino Cingolani (Studio Manager Associati).



“L'Industria 4.0, che nella Legge di bilancio 2020 si è trasformata nella Transizione 4.0, offre alle aziende un credito di imposta su percentuali importanti e a questo pacchetto possono essere abbinati altri incentivi – ha spiegato Cingolani – Ad esempio la nuova Sabatini, ad appannaggio delle Pmi, dà un ulteriore contributo sugli investimenti tecnologici”.



“Il nostro settore ha bisogno di digitalizzarsi e di sfruttare appieno le opportunità che le moderne tecnologie mettono a disposizione – ha rimarcato Del Core – Le nostre aziende di produzione, trasformazione e distribuzione di prodotto ortofrutticoli affrontano due grandi problemi. Da una parte c'è il clima che impatta sul versante produttivo, portando incertezze e variabilità; dall'altra il mercato, con la volatilità dei prezzi e dei costi che quello ortofrutticolo presenta. Per essere competitivi diventa fondamentale avere banche dati, riscontri sulle performance produttive in campo e negli stabilimenti, proprio per capire come poter calmierare gli effetti distorsivi di clima e mercato all'interno dei quali ci troviamo a operare. Tecnologie, impianti, macchinari, ricerca, consulenza, formazione... Dobbiamo sfruttare al meglio gli incentivi oggi presenti: il credito di imposta dà un grosso stimolo all'investimento. E al Sud possiamo cumulare le agevolazioni dell'Industria 4.0 con il Bonus Mezzogiorno: dobbiamo appoggiarci a queste forme di accesso alla tecnologia”.



L'interconnessione tra i macchinari e i sistemi gestionali è il cuore dell'Industria 4.0, come ha ricordato Patrignani. Un aspetto fondamentale in questi percorsi di innovazione è la gestione del progetto. “Un'efficiente gestione è la chiave per l'efficacia dell'investimento – ha aggiunto – Noi consigliamo sempre di prevedere un lavoro a otto mani: l'azienda deve dettare le specifiche in base agli obiettivi da raggiungere, dall'altra parte i fornitori di macchinari e del software Erp devono accordarsi su quali dati scambiare e poi il consulente deve tirare le fila del progetto in un'ottica di costi-benefici, tenendo sempre presente gli obiettivi e il quadro normativo. Bisogna poi ricordarsi dell'impatto organizzativo: l'introduzione di automazione induce vantaggi, ma si traduce in un modo diverso di lavorare in azienda”.



Se il mondo della manifattura ha sin da subito intrapreso un percorso di digitalizzazione, l'ortofrutta – come ha detto Bampa – è stata inizialmente più fredda, “ma ora sta iniziando ad essere reattiva a queste misure. Star4 è un gestionale completo, verticale, per le aziende che lavorano ortofrutta e ne copre tutti gli aspetti. Ma è anche presente tutta una serie di funzionalità che vanno a coprire il magazzino, la produzione e la tracciabilità: sono questi gli ambiti in cui si va a parlare di Industria 4.0. In questi moduli si vanno a creare i flusso di interconnessione tra i software e le macchine. C'è poi la gestione contabile, dell'entrata merci, della liquidazione... E anche l'analisi dei margini basata su costi precisi e puntuali”.



“Le aziende ortofrutticole non devono spaventarsi davanti agli investimenti dell'Industria 4.0, grazie agli incentivi c'è da subito un ritorno dell'investimento, soprattutto se sono progetti atti ad automatizzare l'attività aziendale – ha proseguito Patrignani - Spesso le aziende sono portate a pensare che questi interventi sono ad appannaggio delle grandi realtà, ma a mio avviso sono proprio le imprese più piccole che si possono avvantaggiare: grazie agli incentivi hanno accesso ad investimenti che altrimenti non farebbero. Il mio personale consiglio – ha concluso Andrea Patrignani - è di non farsi spaventare perché, se gestiti da persone del mestiere, questi progetti sono in realtà meno complicati di quello che si possa pensare”.
 
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