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lunedì 22 novembre 2021


Rincari dei prezzi, servono azioni di contenimento

C'è un fenomeno di trasformazione che attraversa la grande distribuzione italiana (Gdo) come un fiume carsico ed è quello che riguarda le centrali d'acquisto. Ossia quelle società che riuniscono insegne differenti per seguire il motto "l'unione fa la forza" e contrattare, con una sola voce, il prezzo dei prodotti da acquistare, in grandi quantità, dall'industria di marca che produce quei beni. Le centrali d'acquisto (o di negoziazione), quindi, operano dietro le quinte e resta fondamentale la loro funzione di contrattazione ma sempre più, nella loro cornice, le insegne socie studiano e avviano per esempio nuove politiche congiunte anche per la negoziazione della marca del distributore (mdd). 

Non solo, "servirebbero tavoli di filiera, con le centrali d'acquisto e l'industria di marca sedute assieme, per dare una lettura congiunta a fenomeni come quello inflattivo che stiamo vivendo oggi. In questo modo si potrebbero pensare azioni omogenee di contenimento del rincaro dei prezzi e si potrebbero chiedere al governo politiche di supporto ai consumi", spiega Maniele Tasca, consigliere delegato di Esd (centrale di negoziazione che riunisce Selex, Agorà e Aspiag-Despar Nord Est) nonché d.g. di Selex. 

Allo stesso modo ma su altri fronti, da quello dell'innovazione di prodotto fino allo smaltimento delle confezioni, sempre secondo Tasca, una maggior coesione del settore può servire a non rallentare la trasformazione industriale in chiave eco-sostenibile. "L'esempio green è emblematico - prosegue il consigliere delegato di Esd - perché le insegne tendono a pensare da sole a come affrontare questo cambiamento, che però anche l'industria di marca ha interesse ad approcciare propositivamente e nella stessa direzione".

E non finisce nemmeno qui la lista delle sfide che aspettano la Gdo, nei suoi vari livelli di business. Ci sono pure le sfide a livello d'insegne, quelle che il consumatore vede ogni giorno per strada, con le acquisizioni che proseguono da anni e soprattutto adesso vanno avanti con l'uscita di scena di alcuni operatori (vedi Auchan) o dopo la ritirata di altri (vedi Carrefour). Ma ci sono inoltre scommesse sotterranee che uniscono persino distributori concorrenti. Entrambe hanno ripercussioni sulle centrali d'acquisto perché, nel primo caso, le insegne che ne acquisiscono altre, poi, portano le società incorporate nelle rispettive centrali d'acquisto.

"Al momento Esd non ha in previsione l'ingresso di nuovi soci né vedo significativi movimenti all'orizzonte, in generale", precisa Tasca che di recente ha festeggiato i 20 anni di Esd con un fatturato aggregato dai soci pari a 26,9 miliardi di euro nel 2021.

Fonte: ItaliaOggi


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