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giovedì 2 dicembre 2021


La ricetta per innovare e... consolidare

Innovare serve, è indispensabile, ma non basta: le innovazioni devono realmente cambiare la curva dell'esperienza e vanno consolidate, "tenute a terra" per non perdere tempo e denari; servono marchi e brevetti per "blindare" ciò che altrimenti rischia di essere fagocitato in un mare magnum di 450mila referenze, 50mila delle quali nuove ogni anno con l'ortofrutta che conta in tutto 30 mila referenze (e le nuove valgono il 4,7% del fatturato contro il 4,1% medio). Due prodotti ortofrutticoli nuovi su tre restano sul mercato appena una stagione. Bisogna gestire e governare l'innovazione, insomma: questo il messaggio lanciato dallo Speciale Frutta e Verdura-Innovation Forum di ieri al Centro Congressi Fico di Bologna. 


Condotto dall'editor in chief di Italiafruit Maicol Mercuriali, l'evento ha portato all'attenzione della platea e del settore gli interventi di Bruno Marangoni dell’Alma Mater - Università di Bologna, del climatologo Luca Mercalli, della giornalista Cristina Gabetti, del retailer Mario Gasbarrino, dell’astronauta Franco Malerba e di Roberto Della Casa, direttore scientifico del Monitor Ortofrutta di Agroter.

Dopo i saluti iniziali della direttrice di Mark Up Cristina Lazzati ("E' il consumatore a dettare le regole e oggi chiede in sostanza due cose: servizio e valori") il professor Marangoni ha spiegato che "la civiltà occidentale non ha più un problema di quantità del cibo, ma è confusa dalla vastità dell'offerta: dobbiamo informare bene, in modo corretto, perché oggi il sistema è basato sulle suggestioni ma non semplifica le scelte. In un mondo globale nel pieno senso della parola, ha aggiunto Marangoni "è fondamentale migliorare i rapporti con i Paesi in via di sviluppo nel segno dell'integrazione. Non serve la carità, serve insegnare. E serve più dialogo anche nella nostra società".

 

Bruno Marangoni

Il clima colpisce le produzioni e cambia il calendario produttivo: da questi presupposti si è sviluppato l'intervento di Mercalli che ha definito il settore primario "vittima ma anche fautore del cambiamento climatico perché consuma energia fossile". Bisogna urgentemente ridurre l'impatto per non rendere realtà lo scenario peggiore: quello che a fine secolo la temperatura aumenti di 4 gradi con effetti devastanti sulle produzioni, sul pianeta e su chi ci vive. In un contesto caratterizzato dal ripetersi di eventi meteorologi straordinari ("i record di caldo sono 10 volte più frequenti di quelli di freddo"), serve investire per proteggersi dal caldo: "Le temperature sempre più alte sono un codice rosso per l'umanità".

Nel 2100 la Pianura Padana potrebbe diventare desertica con temperature estive fino a 50 gradi, il Po si ridurrebbe a rigagnolo: serve urgentemente ridurre l'impiego di energia fossile e utilizzare bene l'innovazione tecnologica, anche per pianificare al meglio i trattamenti in campo sulla base delle previsioni meteo.


Due driver guidano gli acquisti: provenienza e salubrità, mentre la convenienza non è prioritaria. "Io quando faccio la spesa cerco la qualità nei Mercati rionali e del contadino - ha raccontato nel corso dello Speciale Frutta e Verdura Cristina Gabetti - Punto a un consumo consapevole, senza sprechi, nel segno della socialità, come quella degli orti sociali che danno senso al tempo... Sono anti-spreco: si butta via troppa ortofrutta. E personalmente, non amo gli imballaggi".

Il direttore del Vog Walter Pardatscher (sopra a sinistra) ha parlato dell'impegno del Consorzio per supportare i melicoltori che operano a diverse altitudini in modo che possono offrire al mercato la varietà idonea, adatta alle condizioni climatiche: "Cerchiamo di mettere al centro dell'attenzione il consumatore, cui abbiamo dedicato un apposito contest artistico, ma anche l'intera filiera fino al punto vendita per il quale abbiamo organizzato un concorso per scovare gli artisti dello scaffale e dimostrare l'importanza del contatto fisico. Nella filiera serve maggiore dialogo - ha concluso il direttore del Vog - lavorare insieme per affrontare le tante sfide".

Salito sul palco con Angelo Benedetti di Unitec e Mario Gasbarrino, Roberto Della Casa ha sottolineato che "la tecnologia non è risolutiva di tutti i problemi ma serve per offrire cibo nutriente, sano e per tutti a livello nazionale e planetario, in un mondo globale destinato a registrare forti incrementi di popolazione e crescenti disparità tra ricchi e poveri.

Un mondo dove, in molte aree, è difficile trovare forza lavoro". Per questo Unitec, attraverso la sua nuova divisione Uni Robotics ha lanciato un macchinario - presente in sala - che elimina il lavoro alienante, riduce gli sprechi, dà efficienza ai processi di lavorazione. 

Franco Malerba, in collegamento (nella foto sopra) ha quindi parlato della missione Space V pensata per fornire un contributo ai sistemi di supporto alla vita degli astronauti mediante produzioni agricole nei loro "veicoli". Si tratta, in sostanza, di una serra multipiano adattiva che permette di aumentare la produzione in un volume ristretto, di vari tipi di vegetali, dalla lattuga ai pomodori, con un notevole risparmio di energia e delle altre risorse di bordo.

Space V ha acquisito questa tecnica brevettata dalla sua azienda madre, Germina, che ha sviluppato serre adattative multistrato per applicazioni terrestri: agricoltura di precisione in serre verticali e in coltivatori domestici. Energia, aerazione e controllo totale dell'ambiente, anche a livello di ogni singolo ripiano, rendono la serra uno strumento ottimizzato per le varie colture, ha spiegato Malerba. A mano a mano che le piante crescono, i vari ripiani adattabili possono distanziarsi per il benessere dei vegetali. 

Insomma l'innovazione è pronta per decollare e andare nello spazio. Ma deve essere fatta bene, in prima battuta, sulla terra.

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