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giovedì 18 novembre 2021


Mercato di Cagliari prigioniero dell'acqua

Allarme e disagi al mercato agroalimentare di Sestu (Cagliari) per gli allagamenti. E gli operatori sbottano: "Sono oltre 10 anni che questa situazione va avanti non è più tollerabile", spiega a Italiafruit News il presidente dell'ente gestore Vincenzo Pisano, che chiama in causa l'amministrazione comunale del comune sardo. "Fortunatamente riusciamo a lavorare, ma in condizioni difficili: l'acqua ha rovinato le strade per accedere al mercato".

"Questo annoso problema - aggiunge il direttore Giorgio Licheri - si potrebbe risolvere con le ingenti risorse a disposizione del comune di Sestu ancora non del tutto utilizzate: non si capisce proprio quali motivi possano bloccare i lavori di messa in sicurezza, diventati vitali per circa un migliaio di lavoratori che ogni giorno accedono alla struttura tra i 69 operatori commerciali, gli agricoltori e le numerose aziende acquirenti provenienti da tutta l'Isola. C'è in ballo la sicurezza dei lavoratori che operano anche in orari notturni".



I terreni dove è stata realizzata la struttura coperta di 40 mila metri quadrati richiedono insomma urgenti interventi di messa in sicurezza per la riduzione del rischio idrogeologico. “A distanza di 14 anni dall’apertura al pubblico del mercato sono sufficienti delle piogge copiose per allagare il piazzale interno", dice ancora Licheri.

Problemi inoltre per entrare e uscire dalla struttura: "Le strade per arrivare al mercato sono seriamente compromesse - riprende Pisano - il manto stradale è totalmente disconnesso con buche che sembrano crateri e rendono pericoloso il transito dei circa 600 mezzi che ogni giorno frequentano la struttura. Non si tratta quindi di eventi atmosferici eccezionali, ma di difficoltà che persistono invariate dal 2007". Da qui la protesta. 

"Nonostante un fatturato di 150 milioni di euro e il consistente indotto che il mercato genera per tutta l'area siamo dimenticati dall'amministrazione comunale di Sestu - conclude Pisano - Una disattenzione che scontiamo tutti ormai da troppo tempo e non più accettabile".

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