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martedì 16 novembre 2021


Pomodoro, nuove soluzioni contro il ragnetto rosso

È stato presentato il progetto PSR GOI I.D.RA. che punta a trovare una strategia sostenibile ed efficace per contrastare la presenza in campo del ragnetto rosso, l’acaro che minaccia la produzione del pomodoro da industria. 

Da due anni i partner del progetto sono al lavoro tra questionari, sperimentazioni di nuove linee guida, rilievi in campo delle popolazioni di ragnetto, test di efficacia degli agrofarmaci, formazione e divulgazione a supporto degli agricoltori. Attività che sono state illustrate nel corso di un convegno organizzato da Consorzio Agrario Terrepadane ed OI Pomodoro da Industria del Nord Italia. 

L’identikit del progetto
Il progetto, iniziato nel 2019, si concluderà nella primavera 2022 e ha un valore complessivo di 250mila euro, di cui 180mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale. Sono partner il Consorzio agrario Terrepadane (ente capofila), l’Organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, l’Op Ainpo, il Centro di formazione Tadini e 4 aziende agricole situate nella zona più colpita, nell’area sud della provincia di Piacenza. 

Le attività
L’OI Pomodoro da Industria del Nord Italia ha raccolto informazioni per cercare di identificare i fattori predisponenti le infestazioni da ragnetto rosso da 100 aziende agricole situate tra Piacenza e Parma, tramite questionari, con la collaborazione delle OP Ainpo, Asipo e Poa. I dati raccolti sono stati analizzati dall’Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza che ha poi stilato una proposta di nuove linee guida mirate alla prevenzione e al controllo in campo del ragnetto rosso, nel rispetto dei disciplinari di produzione integrata. 

Nelle 4 aziende agricole partner del progetto Terrepadane, con il supporto dell’Op Ainpo, ha eseguito prove in campo in modo da effettuare un confronto sull’applicazione di tali linee guida.

L’università ha monitorato la presenza di ragnetto sul territorio, raccogliendo in campo e classificando in laboratorio numerose popolazioni, eseguendo test per la valutazione della resistenza ai fitofarmaci durante i quali si è verificata sia l’attività diretta dei prodotti che l’effetto di miscele (tank mix). Infine ha condotto test sull’efficacia degli agrofarmaci attualmente in uso.

Il Centro di formazione Tadini ha realizzato attività formative specifiche per le diverse categorie professionali: agricoltori, tecnici delle Op e rivenditori di agrofarmaci. I corsi, arricchiti anche con le nuove indicazioni emergenti dal progetto, hanno mirato ad approfondire e aggiornare le conoscenze su questi acari. È previsto anche un incontro con il distretto produttivo di pomodoro da industria del Portogallo per confrontarsi sugli strumenti e sulle modalità con cui è affrontata la lotta al ragnetto rosso nei diversi territori europei.

I risultati tecnico-scientifici del progetto saranno completi per inizio anno 2022. L’OI ha incaricato un esperto di comunicazione in campo ambientale per veicolare i contenuti in modo innovativo, raggiungendo un duplice obiettivo: diffondere le informazioni tecniche e scientifiche e fornire un supporto all'agricoltore nell’orientarsi nella lotta al ragnetto, sapendo di poter contare sulle varie competenze di una filiera integrata e collaborativa.

Le prime indicazioni
Le prime indicazioni riguardano i risultati dei test sugli agrofarmaci che evidenziano come una adeguata rotazione dei principi attivi abbia rivalutato l’efficacia delle molecole in uso. Confermata inoltre l’efficacia dei nuovi prodotti, con la raccomandazione di non abusarne. Le indagini sulle resistenze delle popolazioni di ragnetto hanno inoltre rivelato che quelle presenti nelle aree più colpite hanno acquisito una resistenza genetica agli ovocidi.

"A circa due anni dall'avvio de progetto, e nonostante le difficoltà operative determinate dal Covid – dichiara Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia – il Goi Idra sta procedendo con alcuni primi risultati interessanti sia per quanto riguarda le nuove conoscenze, sia per le pratiche di difesa della coltura, secondo il programma di ricerca e di sperimentazione proposto dal raggruppamento ed approvato dalla Regione Emilia Romagna. Sono certo che alla conclusione del progetto il mondo agricolo e la filiera del pomodoro disporranno di una rinnovata capacita di contrasto del ragnetto rosso. Siamo lieti di dare il nostro apporto al progetto e di collaborare con partner estremamente motivati e competenti”. 


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