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martedì 9 novembre 2021


Trappole elettroniche per le mosche della frutta

Parte dal Molise la lotta contro i parassiti e gli insetti infestanti per un’agricoltura sostenibile. L’Università del Molise è infatti l’unica presenza italiana nel network transfrontaliero di studiosi delle mosche della frutta, nello specifico la bactrocera olae e la ceratitis capitata, che opererà per creare delle trappole elettroniche in grado di catturare gli insetti e tutelare le coltivazioni di olive, pesche e agrumi. Il nome del progetto è “Commercialization of an Automated Monitoring and Control System against the Olive and Med Fruit Flies of the Mediterranean Region”, in breve “FruitFlyNet”.

A collaborarvi ci saranno 6 enti di 5 Paesi dell’area mediterranea, i quali sono particolarmente colpiti da infestazioni di mosche. Il gruppo molisano è guidato dal professor Andrea Sciarretta. In concreto l’obiettivo della ricerca è quello di dare nuove tutele al settore agricolo nel segno sostenibilità ambientale, rivoluzionando la produzione di olive e frutta. Le difficoltà di chi lavora nel settore sono infatti numerose, ma gli insetti infestanti sono, con ogni probabilità, tra quelle che forse incidono maggiormente il risultato finale. Un’impresa titanica, nel corso degli ultimi decenni, in cui l’uomo ha utilizzato in particolar modo i ritrovati della chimica, che tuttavia hanno ricadute non secondarie sull’ambiente, con il pericolo di danni collaterali, e, non di rado, sulla stessa salute umana. Ecco che, per coniugare sia la tutela della frutta che dell’ambiente, si stanno ricercando soluzioni sempre nuove, specialmente nel mondo accademico.

A questo stanno lavorando oltre che l’Unimol, l’Agricultural University of Athens (beneficiario principale dei fondi), che collaborerà con l’università di Cordoba (Spagna), il Lebanese Agricultural Research Institute (Libano), il Tunisian Olive Institute e il Regional Research Centre on Horticulture and Organic Agriculture (Tunisia). Il piano è finanziato per 3,2 milioni di euro su 3,6 da parte dell’Unione Europea, e sarà indirizzato a produrre non solo due prototipi di trappole, ma anche altrettanti servizi elettronici in grado di monitorarle. Nei piani anche 16 eventi dimostrativi e 6 pubblicazioni scientifiche, con la speranza di poter dare vita a 3 startup. “La sperimentazione delle trappole permetterà lo sviluppo di una soluzione integrata. Il gruppo di ricerca acquisirà in tempo reale i dati provenienti dai terreni oggetto di studio, verificando il corretto funzionamento degli strumenti elettronici di cattura”, dicono i ricercatori di UniMol. Che sottolineano come i “veri beneficiari, però, saranno gli agricoltori“.

Fonte: La Nazione


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