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lunedì 8 novembre 2021


Stop al sottocosto e alle aste a doppio ribasso

D’ora in avanti gli agricoltori, parte debole della filiera agroalimentare, saranno maggiormente tutelati. Il Consiglio dei ministri, giovedì scorso, ha infatti approvato il decreto legislativo di contrasto alle pratiche commerciali sleali in agricoltura. Un provvedimento che stopperà definitivamente il ricorso della Gdo europea a gare/aste elettroniche a doppio ribasso e alla vendita a prezzi al di sotto dei costi di produzione.

“Ottime notizie per l’agroalimentare arrivano dal Consiglio dei ministri con l’approvazione in via definitiva del decreto legislativo che recepisce la direttiva Europea contro le pratiche sleali”. E’ quanto scrive sulla sua pagina Facebook, l’europarlamentare Paolo De Castro. “L’Italia si aggiunge agli altri 16 Paesi Ue che l’hanno già fatta propria. Ora più forza all’Icqrf per gestire al meglio l’implementazione”.

Il decreto pone anche "un limite oltre cui non sarà più possibile rimandare il pagamento, garantisce la tutela dell’anonimato di chi denuncia valorizzando il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza e introduce sanzioni efficaci e dissuasive, conferendo forza al ruolo dell'Ispettorato repressione frodi (Icqrf), che potrà avvalersi del supporto del Comando per la tutale agroalimentare dei Carabinieri e della Guardia di Finanza”, fa sapere la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera. Che sottolinea: “Da oggi si apre una nuova pagina. Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli, che ha saputo operare celermente sull’impianto normativo di recepimento della direttiva comunitaria. Ora gli agricoltori che non dispongono di un potere contrattuale sufficiente a contrastare le prassi scorrette avranno una norma in grado di difendere i loro diritti. Si riuscirà così a distribuire la redditività in maniera più equa lungo tutta la filiera, garantendo anche salari più adeguati e ponendo un freno a fenomeni come quello del caporalato”.



Unanime il consenso delle organizzazioni agricole italiane, che da anni si battono a favore dei loro associati. “Con il nuovo provvedimento – segnala la Coldiretti – scatta lo stop per 16 pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste online al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti. Si realizza così un percorso virtuoso finalizzato a garantire una equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera”.

"Siamo molto soddisfatti – commenta la Cia Agricoltori italiani – Si tratta di un passo avanti significativo, atteso da molti anni e da noi sostenuto fortemente, perché permette di mettere un freno alle speculazioni nel settore, riequilibrando in un’ottica più giusta i rapporti commerciali tra tutti i soggetti della filiera agroalimentare. Ad oggi infatti per l’ortofrutta fresca, ad esempio, su 100 euro spesi dal consumatore al supermercato, al produttore rimangono in tasca solo tra i 6 e gli 8 euro netti. Ancora meno nel caso dei prodotti trasformati, dove il margine in campo all’agricoltore è intorno ai 2 euro". 

L’approvazione del decreto arriva in un momento davvero complicato per le aziende agricole, messe ko dall’aumento insostenibile dei costi di produzione, a causa dei rincari di materie prime, energia, trasporti, mangimi, concimi e fertilizzanti, con rialzi tra il 30% e il 50% negli ultimi mesi ed effetti diretti sui redditi. "In questo senso – precisa ancora Cia – il nuovo provvedimento servirà a garantire una più equa distribuzione del valore lungo la filiera, con un adeguamento dei prezzi ai maggiori costi produttivi".



Anche Giorgio Mercuri, presidente dell'Alleanza Cooperative Agroalimentari, sottolinea come “Il decreto giunge proprio in una fase di estrema difficolta delle imprese agroalimentari, che stanno sostenendo un generalizzato aumento dei costi di produzione: grazie alla nuova legge, gli accordi commerciali in essere dovranno essere rivisti entro 6 mesi dall’entrata in vigore della nuova disposizione, al fine di uniformarli alle nuove regole. E questa potrebbe divenire l’occasione anche per riequilibrare i prezzi ai maggiori costi di produzione”.

“Le nostre organizzazioni di rappresentanza – prosegue Mercuri – sono pronte ad affiancare le loro 5.000 cooperative associate sia per presentare denuncia contro coloro che mettono in essere pratiche commerciali vietate, sia nell’eventuale risoluzione bonaria di controversie che dovessero coinvolgere le associate”. Mercuri esprime infine apprezzamento “per il lavoro svolto dal Governo e dal Parlamento, che hanno accolto molte delle osservazioni e delle proposte da noi formulate: in particolare esprimiamo soddisfazione per l’avvenuto riconoscimento della specificità del rapporto intercorrente tra l’agricoltore socio e la sua cooperativa o la sua Organizzazione di produttori, nonché l’aver previsto come facoltativa l’assistenza da parte delle organizzazioni professionali per la deroga sulla durata minima dei contratti”.

Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “l’approvazione dello schema di decreto legislativo è una notizia positiva. Ci riserviamo di valutare nel dettaglio il testo definitivo, non appena verrà ufficialmente licenziato. Da sempre chiedevamo di recepire la direttiva comunitaria per ridare fiducia e stabilità agli operatori e al mercato, razionalizzando e rafforzando il quadro nazionale esistente sin dal 2012”. Giansanti auspica però che "nella formulazione finale del testo vengano tenute in adeguata considerazione anche le specifiche esigenze del settore vivaistico, comparto di primo piano del settore primario".

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