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lunedì 8 novembre 2021


Autotrasporto, sciopero revocato ma tensione alta

Il presidente dell’associazione trasportatori Giuseppe Richichi ha comunicato ufficialmente la sospensione del fermo previsto da oggi al prossimo al 12 novembre. «Nella riunione che si è tenuta presso gli uffici della Regione, dopo aver discusso delle problematiche in cui si trovano gli autotrasporti Siciliani oggi, l’assessore Falcone e Il presidente della Regione Nello Musumeci, si impegnano ad avanzare le nostre richieste direttamente a Roma - ha comunicato - Pertanto il fermo indetto per i giorni 8-12 novembre é sospeso».

«Ringrazio le associazioni e ogni singolo autotrasportatore per il senso di responsabilità mostrato nel soprassedere sui preannunciato fermo dei camion», ha detto l’assessore regionale alla Mobilità Marco Falcone al termine dell’incontro con gli associati all’Aias, con in testa il presidente Richichi, al Palaregione di Catania. All’incontro hanno partecipato anche il parlamentare regionale Giorgio Assenza, il sindaco di Ispica Innocenzo Leontini e l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Vittoria, Anastasia Licitra.

«Il governo Musumeci - aggiunge - ha recepito le preoccupazioni degli autotrasportatori siciliani, preso l’impegno ad aprire una interlocuzione con il governo nazionale e chiedere un tavolo con i presidenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato perché servono modifiche normative urgenti su diverse questioni che provocano oggettivamente molti disagi alla categoria, come i tempi di carico e scarico delle merci o la decurtazione dei punti patente». «Inoltre, - spiega Falcone - c’è il tema dell’impennata dei prezzi del carburante e delle tariffe del traghettamento, insostenibili per l’intero sistema della logistica della nostra Isola, già penalizzata per ragioni strutturali rispetto al resto d’Italia. Il governo regionale è vicino alle ragioni di imprenditori e lavoratori e intende assumere il ruolo di interlocutore dell’esecutivo nazionale affinché si trovino soluzioni. Su queste istanze Roma non può girarsi dall’altra parte».

Già nel pomeriggio di sabato il fronte sindacale si era spacccato sul fermo dei tir proclamato dall'Asia dall'8 al 12 novembre. Aitras, Assiotrat e Assotras avevano prendono le distanze dalla manifestazione pur condivendo le motivazioni ma aveva ribadito la necessità di trovare le soluzioni nei tavoli istituzionali.

Il mondo ortofrutticolo siciliano era ovviamente molto preoccupato del possibile sciopero.
“Questo è un momento importante per la produzione – aveva ricordato il presidente dell’associazione concessionari ortomercato di Vittoria, Giuseppe Zarba – siamo alle porte degli inizi dei raccolti di melanzane, zucchine, peperoni, cetrioli e pomodoro verde, tutti ortaggi che una volta raggiunta la pezzatura o il colore devono, per forza di cose, essere raccolti.  Qualora la merce non potesse viaggiare, andrebbe buttata. Questo sarebbe un danno per l’economia di svariati milioni che vedrebbe svanire i sacrifici dei produttori dopo mesi di duro lavoro. Vogliamo ringraziare – conclude Zarba – tutti gli esponenti politici locali e regionali che abbiamo contattato e che si sono immediatamente attivate. Un grazie va anche al presidente di Italmercati, Massimo Pallottini, che si è reso subito disponibile ad interloquire nei Ministeri opportuni, manifestando il disastro che potrebbe verificarsi per una fascia trasformata attanagliata dalla crisi. Noi vogliamo ricordare a tutti i soggetti coinvolti che il bene comune viene e deve venire sempre prima degli interessi personali, a prescindere da colori, sigle e divisioni”.

Fonte: Giornale di Sicilia e Associazione Concessionari ortomercato di Vittoria


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