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Radicchi, prezzi sulle montagne russe

Fra le orticole autunnali, i radicchi sono il prodotto che più di tutti sta soffrendo l’alternarsi di prezzi alti e bassi. Per alcune varietà ci sono i produttori che lamentano prezzi ‘da fame’ e preferiscono lasciare il prodotto in campo (clicca qui per approfondire), dall’altra parte quotazioni nella normalità.

“Il radicchio sta facendo i conti con un calo della domanda: rispetto ad anno scorso i consumi sono scesi del 30%. Una condizione che deriva dai problemi finanziari che stanno vivendo oggi le famiglie italiane” spiega a Italiafruit News Gabriele Bombonato, commerciale presso Maggiolo, operatore del mercato ortofrutticolo di Lusia, da anni attivo nella commercializzazione di ortaggi freschi in Italia e all’estero.
L’azienda commercializza per la maggior parte radicchio variegato con quotazioni intorno a 1,20/1,30 euro al chilogrammo, mentre il radicchio rosa di Verona ha una quotazione compresa tra 2,50 e 3 euro al chilogrammo.
Prezzi ben diversi dal radicchio di Chioggia che, secondo il bollettino informativo del mercato di Lusia, viene venduto tra un range di 0,45/0,80 euro al chilogrammo.



La situazione è migliore per i cavolfiori che “stanno conoscendo una buona annata sia per quantitativi, consumi e prezzi” specifica Bombonato. Il cavolfiore bianco è venduto a 0,70 euro al chilogrammo mentre il cavolfiore pigna maceratese arriva a 1,30/1,50 euro. 
“Stanno andando molto bene i cavolfiori colorati come quello viola e arancione – aggiunge il venditore – sono molto richiesti, sono una sorta di moda del momento, e li stiamo vendendo a 1,20/1,40 euro al chilogrammo”.



Stagione ottimale anche per le carote con foglia di Lusia, vendute da Maggiolo a 1,20/1,30 euro al chilogrammo. “E’ un bel prodotto locale e abbiamo avuto fortuna anche con clima. In altri areali d’Italia il caldo si è fatto sentire e il prodotto è andato in sofferenza fino ad arrivare ad un calo dei quantitativi” commenta il commerciale.



Annata da dimenticare invece per le insalate. “Anche se i quantitativi ci sono, mancano i consumi e i prezzi sono davvero bassi: parliamo di quotazioni più basse del 20% rispetto ad anno scorso; con queste cifre i produttori fanno fatica a coprire anche le spese di produzione” specifica Bombonato.
In particolare difficoltà la lattuga gentile: “Di solito questo è il prodotto di traino su Lusia ma è in difficoltà da ormai quattro mesi: mancano i consumi e c’è sovraproduzione da altre zone. Le sue quotazioni raggiungono al massimo 0,60/0,70 euro al chilogrammo” sottolinea il venditore.
Gli stessi prezzi sono raggiunti anche dall’insalata romana, mentre si discosta di poco la cappuccina (0,80/0,90 euro al chilogrammo).



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