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giovedì 4 novembre 2021


Consumi, l'ortofrutta paga pegno

Gli acquisti domestici di prodotti alimentari e bevande, nel primo semestre del 2021, continuano a mantenersi sugli stessi livelli dello scorso, quando l'Italia era in piena emergenza pandemica. Le elaborazioni Ismea sui dati Nielsen indicano infatti un valore della spesa superiore di quasi il 10% rispetto al periodo pre-Covid (primo semestre del 2019), ma l'ortofrutta paga pegno.



Da gennaio a giugno la spesa alimentare ha registrato un lievissimo incremento (+0,1%) sul primo semestre 2020, attestandosi su livelli superiori del 9,6% rispetto al primo semestre di un’annata regolare come quella del 2019. La frutta, invece, ha fatto registrare una flessione della spesa (-2,3%), risultato della riduzione più marcata del segmento del trasformato (-3,6%) e del -2% per il fresco. Il comparto degli ortaggi - dopo la crescita delle vendite in valore del 9,1% del 2020 - segna un lieve ridimensionamento (-2,6%) cui contribuiscono sia i trasformati, che pesano sul comparto per il 39% in termini di valore e la cui flessione è del 4,5%, sia i freschi che perdono nel primo semestre l’1,4% delle vendite in valore.



Guardando le performance dei singoli prodotti, secondo l'Ismea risultano molto dinamici ancora una volta i frutti salutistici: avocado (+50%), mirtilli (+39%) e mandorle (+21%). In questo primo semestre si evidenzia la flessione della spesa per gli agrumi (-12%) dovuta in gran parte anche alla flessione dei prezzi medi. L’aumento di spesa per altra frutta di stagione (+1,4% dopo il +9,8% del 2020) è da ascriversi invece a pere, susine, fragole e ciliegie.
"Resta vivo l’interesse per la frutta secca in guscio - si legge nel report dell'Istituto - che rappresenta al momento il 12% del comparto in valore, e dopo l’incremento dell’8,7% della spesa nel 2020, segna nel primo semestre un ulteriore +2,2% su base annua. Peggiora invece l’interesse per la frutta trasformata: -5,3% le conserve e i succhi di frutta perdono un ulteriore 1,7%, rispetto all’annata precedente già in nega- tivo (-2,7%)".

In campo orticolo, invece, tra i prodotti freschi si evidenzia il ridimensionamento della spesa per le patate che dopo il boom del 2020 (+13%) segnano in questo primo semestre un -15%. Un andamento prevedibile dopo le scorte fatte sull'onda delle prime restrizioni e del lockdown dello scorso anno. Per gli altri ortaggi freschi la spesa perde solo l’1% dopo un 2020 in cui aveva messo a segno un +11,5%.



Da evidenziare la ripresa dei consumi della IV gamma, che dopo un 2020 in negativo torna di nuovo a crescere (+6,7%). Il segmento degli ortaggi trasformati mostra una flessione da ascriversi in gran parte al ridimensionamento degli acquisti di prodotti a base di pomodoro (-7,9%) e delle conserve sott’olio e dei legumi in scatola, che dopo il boom del 2020 tendono a ridimensionarsi (-3%) per il ritorno del consumatore al prodotto fresco. Per una logica analoga, in flessione del 3% la spesa per gli ortaggi surgelati, per i quali comunque gli acquisti si attestano su volumi superiori al periodo pre-pandemico: nel 2020 l’incremento di spesa per questi è stato del 9,4%.

Relativamente ai canali di vendita, i supermercati si confermano la principale fonte di approvvigionamento alimentare delle famiglie italiane (vi è transitato il 40% dei volumi totali) con una stabilità delle vendite rispetto al primo semestre 2020, ma con fatturati che sono aumentati del 12% rispetto allo stesso periodo del 2019, cioè alla situazione pre-pandemia. I discount, con una quota del 14%, continuano a rappresentare la categoria in maggiore evoluzione: l'ampliamento continuo della rete e l'esigenza di risparmio sempre più diffusa hanno spinto l'incremento delle vendite anche nel primo semestre al +3%; questo è l'unico canale fisico a crescere rispetto al primo semestre 2020. Registra invece una battuta di arresto la crescita delle vendite nei negozi tradizionali, che segnano un -3% nel primo semestre mantenendo comunque il vantaggio sulla situazione del 2019 del 16%. I liberi servizi sono l'unico canale a  segnare un sostenuto decremento delle vendite (-9%), scendendo con i fatturati a livelli inferiori a quelli del 2019 (-1%).



In lieve aumento anche le vendite degli ipermercati, che chiudono il primo semestre con un riallineamento ai fatturati del 2019, mantenendo lo share del 24% tra i canali distributivi. Continuano a crescere leggermente le vendite on line: +2% rispetto al primo semestre 2020; più che raddoppiate dall'inizio della pandemia, arrivano a pesare ora il 4% sulle vendite alimentari retail totali.

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