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mercoledì 3 novembre 2021


I costi travolgono la Germania dell'ortofrutta

Germania dell'ortofrutta travolta dall'aumento dei costi delle materie prime: a causa dell'esplosione delle tariffe, le organizzazioni di categoria e le aziende prevedono problemi enormi per la produzione, soprattutto in serra. Con inevitabili ripercussioni sull'import, in cui l'Italia gioca da sempre un ruolo precipuo.

"I costi di riscaldamento delle serre stanno triplicando ma anche l'impennata delle fonti di energia sostenibile come il legno di scarto sono preoccupanti", il commento di Labinot Elshani, cofondatore di Landfrisch. "Al momento non abbiamo alcuna sicurezza di pianificazione nell'approvvigionamento energetico", dice Elshani in una dichiarazione ripresa dall'Ice di Berlino. La fornitura nazionale di Co2 liquida, necessaria per supportare la fotosintesi delle piante, non è più garantita da quest'anno. Ulteriori strozzature nell'approvvigionamento sono imminenti. Questo si tradurrà in raccolti più esigui nel 2022 e nei prossimi anni.

 

"Ci aspettiamo un cambiamento nella produzione", dice Elshani. "Per gli agricoltori nazionali, la coltivazione non è più conveniente, in inverno. "Nella nostra azienda prevediamo almeno 200 ettari in meno di pomodori in serra. Ciò significherà ricorrere sempre più a paesi a bassi costi e bassi salari come la Spagna o il Nord Africa. Anche perché i lavoratori stagionali per scarseggiano: c'è una mancanza di operatori qualificati e di apprendisti".



Anche il comparto degli asparagi e dei frutti di bosco soffre e vede scuro all'orizzonte. Simon Schumacher, portavoce del consiglio dell'Associazione dei coltivatori di asparagi e fragole della Germania meridionale, prevede drastici aumenti dei prezzi delle materie prime anche per queste colture. "Il balzo del 25% dei costi salariali da una stagione all'altra, con la contemporanea concorrenza di paesi che possono produrre in modo molto più conveniente, mette in pericolo la redditività di molte aziende ortofrutticole ad alta intensità di lavoro manuale", dice Schumacher. "Se, come richiesto dalla politica, si prevedesse l'impiego obbligatorio della previdenza sociale per i lavoratori stagionali, l'aumento del costo del lavoro sarebbe addirittura del 40% circa". A tutto vantaggio di Spagna, Polonia, Grecia, Serbia, Marocco, paesi che hanno salari nettamente più bassi.

Le importazioni di energia - specialmente il gas - sono state il principale motore della forte inflazione nel settembre 2021: sono aumentate del 107,1% rispetto al settembre 2020. Escludendo i prezzi dell'energia, i prezzi delle importazioni a settembre 2021 sono stati superiori del 10,1% rispetto a settembre 2020 e dello 0,5% rispetto al mese precedente. Se si escludono solo il petrolio e i prodotti petroliferi, l'indice dei prezzi all'importazione è cresciuto del 14,7% sull'anno prima (+1,3% rispetto all'agosto 2021).

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