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martedì 26 ottobre 2021


«Clima e crisi, i prodotti di stagione non ingranano»

L'ortofrutta di stagione non decolla in quanto risente della crisi economica ma, soprattutto del clima poco autunnale: è l'analisi di Riccardo Pompei, grossista al Car di Roma, intervistato ieri, lunedì dell'ultima settimana di ottobre. "Si lavora bene un giorno poi magari si resta fermi per due, è difficile programmare", spiega. "Il problema numero è la temperatura, troppo alta perché venga voglia di acquistare prodotti tipici del periodo: la mattina ci sono 24 gradi, la famosa ottobrata romana ormai non finisce più, il clima mite che un tempo caratterizzava al massimo la prima metà del mese prosegue senza soste. E non sono previsti cali di temperature in tempi brevi".



In sofferenza  l'uva "che ha problemi qualitativi mentre quella di alta qualità ha quotazioni tali da renderne difficile il collocamento"; forbice di prezzo elevata anche per i pomodori "e non sempre il listino alto corrisponde a una qualità sostenuta, con la merce laziale migliore di quella siciliana; in questa fase, inoltre, il pomodoro a grappolo albanese trova un certo spazio sul mercato".

Per quanto riguarda le castagne, prosegue Pompei, la materia prima proveniente da Cuneo viene commercializzata in modo piuttosto agevole in virtù di una qualità elevata "che è poi la discriminante per riuscire a vendere tutte le referenze".



In calo i prezzi delle melanzane, sembra finito l'"arrembaggio" sulla zucchina nera, rientrata nei ranghi; trovano discreto spazio - dice ancora il grossista romano - i fagiolini d'importazione marocchina mentre le clementine sono a loro volta oggetto di forti oscillazioni di qualità e prezzi. Listini robusti e e stabili per i fichi d'India, in caduta viceversa i carciofi violetti pugliesi cui presto si aggiungeranno quelli sardi.

"Dalla prossima settimana inizieremo a commercializzare arance spagnole e poi sarà la volta di quelle siciliane - conclude Pompei - ma senza cali di temperature non vediamo grandi prospettive".

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