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lunedì 25 ottobre 2021


«Serve equilibrio tra export e consumi interni»

“Ce l’abbiamo quasi fatta. È una frase che sto sentendo pronunciare spesso in televisione, che leggo quasi tutti i giorni sui giornali. Mi chiedo se questa pandemia non ci abbia fatto impazzire del tutto". Lo scrive Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, che su Linkedin ha pubblicato la seguente riflessione.

Perché io di cose che non vanno ne vedo ancora, perché quei problemi che esistevano anche prima della pandemia e che a causa della pandemia sono peggiorati li conosco bene e, dalle ricerche che vengono fatte ogni giorno, emergono ancora.

Ricordiamoci sempre che l’ottimismo per come sta andando il 2021 e per ciò che sarà il 2022 – il Fondo Monetario dice che il Pil crescerà del +5,8% e del +4,2% - va comunque pesato sul -8,9% del 2020. Siamo ottimisti e chiudiamo bene quest’anno, ma stiamo ancora recuperando. Serve senso della misura.

Leggo sempre di più che il Made in Italy, le filiere agroalimentari, l’export saranno determinanti per la ripresa economica del nostro Paese. Sottoscrivo, perché è quello che io dico da anni, ma è per questo che i “ce l’abbiamo quasi fatta” mi fanno imbestialire.

Lo dico coi numeri. Ci siamo mai chiesti come mai negli ultimi dieci anni i consumi interni siano calati del 10% mentre l’export è aumentato del 92%? Ci siamo mai chiesti come mai la domanda del Made in Italy all’estero cresce sempre di più e allo stesso tempo cresce il fenomeno di Italian Sounding? Noi di Conad sì e siamo consapevoli che per dei numeri col segno più, ci sono altri numeri con il segno meno che non vanno affatto bene. È l’ennesimo campanello d’allarme che vediamo, ma che, come Paese, non siamo stati spesso in grado di interpretare e di affrontare nel modo corretto.

Certo, è un dato positivo che i nostri prodotti all’estero vadano bene. È bello quando la nostra etichetta è capace di conquistare i terreni più fertili dei territori più ricchi. Ma non lo è quando noi, internamente, non siamo capaci di dare il giusto peso valoriale alla ricchezza che abbiamo.

Perché dico questo? Perché sono d’accordo nel voler portare le nostre eccellenze oltre i confini del nostro Paese, ma è fondamentale capire che da solo non basta, che i consumi interni valgono molto di più dei 50 miliardi delle esportazioni. E pensare che la soluzione ai problemi delle filiere agroalimentari italiane sia l’export è del tutto sbagliato.

La soluzione è nell’equilibrio fra export e consumi interni.

Valorizzare e tutelare il nostro Made in Italy è uno dei compiti più ardui per chi, come me, lavora in questo settore. I primi a dover investire sulla valorizzazione dei nostri prodotti siamo proprio noi che guidiamo la macchina della distribuzione, quella che alimenta i consumi interni.

Più che “ce l’abbiamo fatta”, dobbiamo iniziare a ricordarci tutti assieme che ce la dobbiamo fare. Abbiamo gli strumenti, l’opportunità e le capacità che servono. E i prodotti migliori del mondo. Se aggiungiamo la volontà, non ci ferma più nessuno.

Fonte: LinkedIn Francesco Pugliese, Ceo Conad


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