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venerdì 15 ottobre 2021


«Ricerca, innovazione, tecnologia per migliorare il cibo»

Isi Sementi ha riunito la sua rete commerciale internazionale a Fruit Attraction, durante la fiera ha messo in evidenza il mini cuor di bue ISI TN0077 F1 - novità della linea Pomo Rosa - ha incontrato clienti consolidati e nuovi potenziali partner. Il bilancio della tre giorni madrilena è stato dunque positivo per la ditta sementiera emiliana, come confermano a Italiafruit News Luigi Rossi e Renzo Lazzarin, rispettivamente general manager e direttore marketing di Isi Sementi.

"La voglia di tornare a incontrarsi dal vivo era palpabile e Fruit Attraction è andata oltre alle aspettative - dicono i due manager - Abbiamo lavorato parecchio e dagli incontri con i nostri partner emergono sempre spunti importanti per la nostra attività".


Il mini cuor di bue ISI TN0077 F1

In Italia si fa largo la narrazione di recuperare i cosiddetti sapori di una volta. "Che il gusto sia un driver fondamentale non c'è dubbio, ma serve superare lo stereotipo del buon tempo antico - affermano Rossi e Lazzarin - Il cibo di oggi è migliore di quello di 40 anni fa, un risultato ottenuto grazie a ricerca, innovazione varietale e tecnologia: i pilastri su cui puntare per vincere le sfide di domani. E i prodotti ortofrutticoli così sviluppati sono sicuramente più sostenibili, con rese superiori, più gusto e la necessità di meno input chimici. Ecco che l'innovazione varietale può garantire sostenibilità ambientale ed economica".

Isi Sementi opera in uno scenario globale, uno scacchiere in cui l'Italia può giocare un ruolo rilevante, ma "le imprese italiane devono strutturarsi, oggi il divario in termini organizzativi con altri grandi player è notevole - aggiungono general manager e direttore marketing di Isi Sementi - Questo si ripercuote sulla competitività nel medio-lungo termine e non consente di cogliere le opportunità che ci sono nei mercati esteri".



Infine una riflessione sull'attività delle ditte sementiere. "Il mercato dei mezzi tecnici è cambiato: se un tempo il nostro unico interlocutore era il vivaista o tutt'al più il produttore, oggi di fatto lavoriamo per il consumatore finale - evidenziano i due manager - Quindi dobbiamo ragionare con una logica totalmente differente: dobbiamo conoscere il mercato finale, analizzare i suoi trend, immedesimarci nelle necessità del consumatore e del suo luogo di acquisto abituale, la distribuzione moderna. E dobbiamo farlo guardando al futuro, perché le innovazioni varietali necessitano di tempo, oltre a importanti investimenti, per essere sviluppate. Senza questo approccio - concludono Luigi Rossi e Renzo Lazzarin - si fa innovazione fine a se stessa, inutile e costosa".

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