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uva senza semi lunedì 11 ottobre 2021


«Seedless di qualità per evitare la competizione sul prezzo»

Uve senza semi di qualità per differenziarsi, per staccare quei nuovi Paesi produttori che si stanno affacciando prepotentemente sul mercato e che stanno mettendo in campo una dura competizione sul prezzo, agevolati da condizioni socio economiche non paragonabili con quelle italiane. Orchidea Frutta la settimana scorsa ha partecipato a Fruit Attraction dando evidenza proprio alle sue seedless.

Ma, più in generale, come sta proseguendo la campagna dell'uva da tavola? "Le quantità ci sono e la qualità è discretamente buona - spiegano a Italiafruit News Chiara e Donato Giuliano, rispettivamente Cfo e responsabile qualità e packaging dell'azienda pugliese - I prezzi, però, come sempre quando ci sono troppi volumi, stanno scendendo. Una pressione che soprattutto sull'uva Italia si sente parecchio: le varietà tradizionali pagano lo scotto di questa situazione".



Con le senza semi va meglio e le seedless rappresentano una fetta di mercato superiore al 50% per Orchidea Frutta. "Noi ci crediamo in queste nuove varietà - aggiungono i manager - Perché le seedless, oltre al prestigio che ci riservano, ci consentono di differenziarci dagli altri. Abbiamo esclusive con Sun World e Arra che ci permettono di avere un'ampia gamma con diversi gusti e un calendario commerciale che va da giugno a dicembre".

Orchidea Frutta dispone di 400 ettari tra le proprie aziende agricole, oltre a una serie di produttori fidelizzati. "Raccogliamo direttamente il 30% del nostro fabbisogno di uva da tavola - rimarcano Chiara e Donato Giuliano - Tra le varietà su cui abbiamo investito maggiormente c'è la Autumn Crisp, uva a bacca bianca dal grande acino, con una buona resa, un colore perfetto e un gusto eccezionale: molto apprezzata dal consumatore e si presta bene a qualsiasi tipo di confezione. Nel 2021 arriviamo ad avere 150 ettari di Autumn Crisp, mentre per la Scarlotta siamo a quota 65. Sulle uve Arra puntiamo sulla 30 e la 15. La prima è una varietà che si presenta bene, dolce con sapore di moscato, acino allungato e buona tenuta; la 15 ha la particolarità della macchia, tanto elevato è il grado zuccherino: una caratteristica che va spiegata al consumatore".



Da un punto di vista commerciale il mercato ha un'intonazione positiva. "Con le seedless si vende tanto anche il mix. La concorrenza, però - aggiungono i due manager - è spietata da player come Spagna e Turchia, o da altri nuovi Paesi che sono maggiormente avvantaggiati dal basso costo della manodopera, da una burocrazia snella e da una fiscalità leggera rispetto a quella italiana. I costi maggiori che ci sono nel nostro Paese mettono in difficoltà i produttori italiani".



Costi in aumento anche per gli imballaggi. Qui Orchidea Frutta sceglie il legno per le varietà tradizionali con semi, mentre sulle seedless la proposta è più sofisticata. "Abbiamo cercato soluzioni che potessero dare distintività al prodotto e attirare l'occhio del consumatore, senza dimenticare la sostenibilità su cui stiamo investendo tanto - concludono Chiara e Donato Giuliano - Abbiamo diminuito l'impiego di materie plastiche e abbiamo lanciato anche la busta in carta, che fa vedere il prodotto: una opzione che piace ai supermercati, conveniente perché non ha sfrido e materiale di smaltire".

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