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giovedì 7 ottobre 2021


Ortofrutta travolta dal boom di materie prime e trasporti

Cresce, nel mondo economico e nel settore ortofrutticolo, la preoccupazione per l'impennata dei costi di energia e materie prime: è il tema del momento, come confermano anche i comunicati stampa delle organizzazioni professionali agricole che trattano il tema con sempre maggiore frequenza. In una nota diramata ieri Confagricoltura afferma che "gli aumenti freneranno l’economia, ripercuotendosi sulle tasche dei consumatori e minacciando la competitività dei settori produttivi" e paventa "un blocco alla ripresa che l’Italia non può permettersi".

Confagri sottolinea come il nostro Paese "importi il 73,4% dell’energia consumata nella Penisola, con valori del 93% per il solo gas, mentre le rinnovabili che arrivano soltanto al 20% del fabbisogno". 



Il boom dei costi delle materie prime, dal mais alla soia, dall’acciaio ai fertilizzanti, che va dal 20 al 60% è, per l'organizzazione, un forte campanello di allarme "perché siamo fortemente dipendenti dall’estero". E fa un esempio concreto legato al settore ortofrutticolo: "Negli ultimi due mesi per trasportare i prodotti ortofrutticoli di prima, IV e V gamma da un’azienda associata alla Confederazione dalla Piana del Sele fino ai mercati del Nord Italia e in Germania - l'azienda Rago - i costi di trasporto sono cresciuti del 20%, del 30% per gli imballaggi in cartone e del 40% per le buste d’insalata".

Per Confagricoltura "si deve agire velocemente con politiche a salvaguardia della competitività" e inoltre "occorre tendere all’autosufficienza valorizzando il settore agricolo anche nel suo ruolo di produttore di energia verde". In particolare il biometano viene definito "una grande opportunità per contribuire alla transizione energetica e alla decarbonizzazione, diminuendo le importazioni di metano per le aziende agricole e utilizzando la rete gas come vettore di energia rinnovabile".



Coldiretti, in un altro comunicato diffuso sempre nella giornata di ieri, focalizza l'attenzione sul pesante ritocco subito dai carburanti: "In Italia, dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada il nuovo record dei prezzi ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici". Un incremento destinato a "contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre aumentano i costi per le imprese".
 
A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – incalza l'organizzazione guidata da Roberto Moncalvo – è anche l’intero sistema agroalimentare "dove i costi della logistica arrivano ad incidere dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura" secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. 

In queste condizioni è importante "individuare alternative green come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sul Recovery plan elaborato dalla Coldiretti, investendo per realizzare nuove produzioni come il biometano agricolo per raggiungere l’obiettivo di immettere nella rete 6,5 miliardi di metri cubi di gas “verde” da qui al 2030. 



Partendo dall’utilizzo degli scarti delle coltivazioni e degli allevamenti – sottolinea ancora Coldiretti – è possibile arrivare alla realizzazione di impianti per la distribuzione del biometano a livello nazionale per alimentare le flotte del trasporto pubblico come autobus, camion e navi oltre alle stesse auto. "In questo modo - conclude l'organizzazione "gialla" - sarà possibile generare un ciclo virtuoso di gestione delle risorse, taglio degli sprechi, riduzione delle emissioni inquinanti, creazione di nuovi posti di lavoro e sviluppo della ricerca scientifica in materia di carburanti green: gli impianti di biogas in Italia oggi producono 1,7 miliardi di metri cubi di biometano ma è possibile arrivare entro il 2030 a 6,5 miliardi con la trasformazione del 65% dei reflui degli allevamenti".

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