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lunedì 20 settembre 2021


La Spagna aumenta la produzione di arance

La produzione di agrumi spagnoli dovrebbe calare di quasi il 5% nella stagione 2021/22, ma con significative differenze tra i diversi articoli e un lieve aumento delle arance: è quanto emerge dal report del ministero dell'Agricoltura (Mapa) che evidenzia un bilancio provvisorio di 7.045.518 tonnellate per la scorsa campagna e una media degli ultimi cinque anni vicina ai 6.850.000 di tonnellate "contro" le 6.705.000 di tonnellate attese nei prossimi mesi. Il raccolto della campagna 2021/22 sarà inferiore a quello precedente del 4,8% e del 2,1% rispetto alla media quinquennale. Il calo maggiore in termini assoluti è atteso per i piccoli agrumi (mandarini, clementine, mandaranci...) e in termini percentuali per il limone, la specie che più è aumentata nella passata stagione.



Nello specifico, il Mapa prevede anno su anno, un leggero aumento (+0,4%) per l'arancia che vale il 52,4% del totale agrumi (3,51 milioni le tonnellate attese), un +3% per il pompelmo (81 mila tonnellate) e un più sostenuto 21,4% della categoria altri agrumi (9mila tonnellate), mentre perdono l'11,4% il limone (1,1 milioni di tonnellate) e il 9,9% i piccoli agrumi, che costituiscono il 32% totale della categoria (poco sopra i 2 milioni di tonnellate la stima 2021/22).  
Nella Comunità Valenciana, la più vocata, è attesto un raccolto complessivo di 3.188.502 tonnellate (-9,1% sul 2020/21), all'insegna della buona qualità.

In generale, nel 2021, la superficie coltivata risulta leggermente ridotta, principalmente a causa della contrazione che ha interessato i mandarini, mentre è aumentata la superficie dedicata alle arance e continua la corsa degli areali coltivati a limone.



Nella seconda metà di agosto, intanto, sono iniziate le prime transazioni di satsuma (Clausellina-Okitsu e Iwasaki), di clementine (Arrufatinas, Clemenules, Marisol, Orogrande e Oronules) e di arancia Navelina.

Ed è anche tempo di bilanci, in Spagna: secondo l' Osservatorio dei prezzi e dei mercati  questa non è stata una buona stagione per l'esportazione di arance, soprattutto in Andalusia. La forte concorrenza di Sudafrica ed Egitto - il secondo ha soppiantato il primo come fornitore extracomunitario leader di arance nell'Ue - ha messo a dura prova la comunità andalusa e le esportazioni di arance si sono ridotte dell'11% in volume e del 10% in valore, rispetto alla stagione precedente con una flessione accentuata delle vendite nei mesi di dicembre, febbraio, marzo e aprile. 

Resta da verificare la "finestra" produttiva e commerciale, che potrebbe essere più corta rispetto alle passate stagione e comportare quindi una minore concorrenza nei confronti del Made in Italy agrumicolo.

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