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venerdì 10 settembre 2021


«Pere coscia, calo produttivo del 60%»

Volumi più che dimezzati per la campagna delle pere coscia a Bronte (Catania) dove ha sede la cooperativa La Frutta del Ponte.
“Abbiamo perso il 60% della produzione rispetto allo scorso anno” spiega a Italiafruit News Salvatore Galati, amministratore della cooperativa che punta il dito contro l’andamento climatico.



“Gli improvvisi abbassamenti delle temperature che si sono verificati verso Pasqua – continua – hanno danneggiato la fase dell’allegagione bruciando i frutti. Le pere rimaste hanno tardato a maturare e in molti produttori non lo hanno capito: per questo motivo hanno raccolto i frutti a un grado di maturazione inferiore rispetto agli standard”.
Errore che non è invece stato commesso dalla cooperativa: “Grazie alla nostra esperienza accumulata negli anni, abbiamo capito subito che il prodotto non era pronto e abbiamo pazientemente aspettato. Se gli altri produttori raccoglievano già a metà luglio, noi abbiamo aspettato fine mese e gli inizi di agosto”.



L’attesa non ha tradito i risultati, regalando frutti di alta qualità alla cooperativa. Tant’è che lo stesso amministratore dice: “Pere di così alta qualità non si vedevano da anni, abbiamo per le mani un prodotto davvero al top”. A causa del ritardo produttivo, l’azienda conta di chiudere la campagna verso il 25 settembre.

Nonostante il calo dei volumi, La Frutta del Ponte non è venuta meno agli ordini dei mercati e della Gdo, con cui commercializza. “Ci siamo riforniti anche dai produttori associati che sono riusciti a garantirci un prodotto di qualità – specifica Galati – ma in generale quest’anno sul mercato italiano c’è meno prodotto e anche dall’estero ne è arrivato meno: per questo motivo i prezzi sono alle stelle, più alti del 30/35% rispetto agli altri anni e i consumatori tendono ad acquistarne di meno”.



In totale, la cooperativa ha commercializzato quest’anno 700 tonnellate di pere, rispetto alle 100 mila tonnellate di anno scorso. “Anche se le pere sono poche – conclude l’amministratore – si salvano per qualità e prezzi. In generale preferiamo però avere più prodotto sulle piante, abbassare i prezzi e vedere consumatori più portati agli acquisti. Speriamo che il prossimo anno si possa tornare alla normalità”.

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