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martedì 24 agosto 2021


Nocciole, quanta confusione!

A pochi giorni dall'avvio delle raccolte in Italia, che si attendono molto scarse, il presidente turco Erdogan ha annunciato che l’Ufficio della Tmo ritirerà i prodotti idonei a prezzi più alti del 34% rispetto al 2020. "Il nostro valore di acquisto delle nocciole turche è di 27 lire turche il chilogrammo per le nocciole di qualità Giresun e di 26,5 lire il chilogrammo per la qualità Levant". Si tratta di "quotazioni basate sulla resa del 50%", ha spiegato Erdogan.

Il presidente ha precisato che "per le produzioni ad alta resa si pagherà almeno una lira in più" e che ai corilicoltori dei terreni ufficialmente censiti dallo Stato è stato già corrisposto un sostegno di due lire il chilogrammo per le spese legate a carburante e fertilizzanti. "In definitiva - ha concluso Erdogan - i prezzi delle nocciole saranno compresi tra 29,5 e 30 lire turche per chilogrammo". Che, al cambio odierno, equivalgono a 2,97-3,02 euro il chilo.

Il mercato turco si sta mantenendo in questi giorni con quotazioni nell’ordine di 22-24 lire turche il chilo. L’Ufficio Tmo andrà quindi a pagare diverse lire il chilo in più rispetto al valore che viene oggi riconosciuto dalle industrie. Ma una parte del mondo produttivo – come hanno fatto notare alcuni media locali nelle ultime settimane – non è assolutamente soddisfatto dei prezzi della Tmo. Si richiedevano infatti almeno 35 lire il chilo in considerazione della forte svalutazione della moneta che c’è stata nell’ultimo anno.


Evoluzione del cambio lira turca/euro nell'ultimo anno

Il mercato turco condiziona le quotazioni su tutti i mercati mondiali della nocciola, compreso quello italiano. “Come emerge già dalle prime rilevazioni della Borsa merci di riferimento in Turchia, i prezzi delle nocciole turche sono medio-alti, per cui bisogna tener conto di questo parametro per definire il giusto prezzo di quelle piemontesi dalle elevate qualità organolettiche”, spiegano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale in una nota che annuncia la partenza delle raccolte in Piemonte. 

“La nostra produzione di nocciole – ricordano  viene svolta secondo i migliori standard e garantisce un importante livello di occupazione stagionale, nel pieno rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori, una differenza importante e netta da quanto avviene in altri Paesi extraeuropei come, appunto, la Turchia”.

L'organizzazione interprofessionale ortofrutticola italiana, Ortofrutta Italiainvita alla prudenza e a tenere alta l’attenzione sullo scenario internazionale: “Per via delle dinamiche valutarie, l’Europa oggi sta comunque comprando nocciole turche a prezzi più bassi rispetto ad agosto 2020 – sottolinea Giampaolo Rubinaccio, coordinatore del settore frutta a guscio – E’ molto strano che il ministero dell’Agricoltura turco non abbia ancora comunicato l’aggiornamento sulle stime produttive. Spostandoci in Italia, c’è grande incertezza sui quantitativi. Di certo, sappiamo che potrebbe essere un anno terribile per quanto riguarda i volumi. Si potrà cominciare a parlare di quantità attese, qualità e quotazioni del prodotto italiano solo dopo che tutte le raccolte saranno concluse”.



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