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martedì 3 agosto 2021


«Pesche e nettarine, si sconta una guerra al ribasso»

"Il Piemonte ha convertito gran parte della propria produzione peschicola puntando sulle mele. E il motivo di fondo è piuttosto chiaro: il tema è quello remunerativo". Enrico Gramaglia, direttore commerciale del Gruppo Rivoira, la settimana scorsa è intervenuto alla nostra diretta dedicata a pesche e nettarine (clicca qui per leggere l'articolo). E durante il confronto online ha parlato della situazione piemontese.



"Non vediamo una situazione rosea per il futuro della peschicoltura, gli anni dove si facevano produzioni eccezionali di questi frutti sono ormai lontani - ha detto - E gli investimenti su nuove varietà si possono fare solo se sei supportato da un prezzo che ti permette di coprire i costi di questi investimenti e poi di avere un po' di soddisfazione. Purtroppo, se tralasciamo il 2020, sono almeno 7-8 anni che la remunerazione per i produttori è stata molto deludente. Il Piemonte, poi, ha un calendario peschicolo piuttosto breve e arriviamo sul mercato nel pieno della produzione di tutti gli altri areali italiani, oltre che di quelli spagnoli e greci".

E sulla concorrenza estera Gramaglia ravvisa un aumento della pressione, con la presenza di merce da Spanga e Grecia anche in conto vendita nei mercati all'ingrosso del Nord Italia: piazze che sino a qualche tempo fa erano un'ottima valvola di sfogo, ma che ora non garantiscono più quei volumi di vendita.



"A causa di questa situazione la produzione si è praticamente dimezzata e non credo ci siano i margini per invertire questa tendenza - ha aggiunto il direttore commerciale di Rivoira - Noi abbiamo investito in impianti per la selezione della qualità dei frutti per difendere il valore delle produzioni. Negli ultimi anni, però, c'è stata una feroce battaglia sul prezzo - ha concludo Enrico Gramaglia - una guerra al ribasso combattuta sulle spalle della produzione".

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