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giovedì 29 luglio 2021


Ecco il «Piel de Sapo» ideale per la Gdo. Va fatto conoscere

Retati, lisci, charentais, gialletti… chi più ne ha, più ne metta. Quando compriamo il melone al supermercato o dal fruttivendolo di fiducia, l’offerta è solitamente ampia e diversificata in piena estate. Ci sono però varietà valide ma ancora non troppo note nelle regioni del Centro e Nord Italia che meriterebbero di essere fatte conoscere sempre di più ai consumatori. Una di queste è la tipologia Piel de Sapo, dalla buccia verde retinata, la polpa bianca, il profumo zuccherino e la forma allungata. Un melone del tutto unico nelle caratteristiche che riesce a raggiungere le sue migliori prestazioni qualitative nel contesto ambientale della Sardegna.

Dopo numerosi anni di ricerca e sperimentazione varietale, il Gruppo sardo Agro Mediterranea è riuscito a selezionare una varietà di Piel de Sapo particolarmente adatta per le esigenze della Gdo italiana, che oggi richiede soprattutto meloni di 2-2,8 chili l’uno che possano essere proposti in cassette da 6-8 frutti. 



“Il nostro Piel de Sapo ti conquista fin da subito - sottolinea a Italiafruit News Andrea Manca, co-titolare dell’azienda - La buccia è intrigante, tanto che le linee della retatura sembrano quasi scritte. Il bianco della polpa fa pensare alla purezza, mentre l’odore dolciastro che emana una volta tagliato è spettacolare. Di fatto, è un invito al consumo. Una poesia per la mente. Si tratta di una varietà dalla polpa consistente ma non in maniera eccessiva. E poi vanta una conservabilità invidiabile: se viene conservata in magazzino nella giusta maniera, può mantenere le sue caratteristiche qualitative per un mese. Per tutte queste ragioni, noi siamo convinti che sia una dei migliori varietà di meloni attualmente presenti sul mercato italiano, di cui la Gdo non dovrebbe mai fare a meno”. 

Agro Mediterranea coltiva Piel de Sapo su una sessantina di ettari tra le aree vocate del Medio Campidano e del Nord Sardegna-Gallura. Le raccolte sono iniziate a fine giugno. “Finora le condizioni climatiche sono state ottimali per la qualità dei frutti. La pezzatura è regolare, compresa tra 2 e 3,1 chili, e riscontriamo un ottimo livello di concentrazione zuccherina che, in questi giorni, raggiunge i 14 gradi brix. In cucina è un melone favoloso in abbinamento al prosciutto crudo, ma lo suggerisco anche come semplice dessert rinfrescante, la ciliegina sulla torta di un pranzo o di una cena”.



La raccolta, ora, andrà avanti per tutto agosto e settembre. “Di solito terminiamo la commercializzazione nella prima parte di ottobre. Ci aspettiamo una buona risposta da parte del mercato italiano e confidiamo che i clienti della distribuzione moderna si impegnino al massimo per fare conoscere le particolarità del nostro Piel de Sapo”. 

Al fine di comunicare l’origine 100% italiana, Agro Mediterranea ha scelto di apporre su ogni singolo melone un bollino con il marchio aziendale, il payoff “Terre di Sardegna” e la comunicazione “Coltivato in Italia”. “Il Piel de Sapo è una tipologia oggi largamente coltivata in Spagna. Con questo bollino – conclude Manca – intendiamo contraddistinguere il nostro prodotto dalla concorrenza estera. Vogliamo far capire a tutti che il Piel de Sapo è una produzione tipica della Sardegna e quindi dell’Italia”.



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