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lunedì 26 luglio 2021


Coop, la filiera etica e quella fragile

La settimana scorsa, in diretta dalla Puglia, è tornato “Cosa sarà?”, lo Streameeting di Coop per parlare di etica e lavoro. Mettendo insieme “Close the Gap” la campagna sull’inclusione di genere, e l’impegno che da sempre Coop mette nella filiera etica, da Bari Natascha Lusenti e Gino Castaldo hanno presentato il terzo streameeting fisico e virtuale. Finalmente con il pubblico (ma anche online) tra gli ospiti, oltre a Maura Latini (ad Coop Italia) e Mario Cifiello (presidente Coop Alleanza 3.0), il teologo Vito Mancuso, l’attrice Veronica Pivetti, cantanti come Noemi e Murubutu, protagonista della scena rap emergente, e l’Orchestra dei braccianti, composta da musicisti-lavoratori dei campi. Insieme a loro le tante storie della filiera etica di Coop, dalla coltivazione del pomodoro all’innovazione della pacciamatura

Il format “Cosa sarà?” è andato in onda dal palco della masseria di Nicola Giuliano, storico fornitore di Coop con filiera etica certificata. Intorno allo stesso tavolo intellettuali, artisti e lavoratori. La serata condotta dai giornalisti Gino Castaldo e Natascha Lusenti è stata l’occasione per aprire il dibattito sulla filiera etica e sulla filiera fragile, cioè quella che vede presenti sui campi e nei magazzini anche le donne.



L’esperienza di Nicola Giuliano, le calabresi sorelle Minisci (nella foto sopra), coltivatrici donne nella piana di Sibari, la filiera etica del pomodoro con la cooperativa Terre di Puglia – Libera terra e con l’azienda Frontino e l’impegno di controllo e certificazione di lavoro etico svolto da Michele Carletti di Bureau Veritas sono stati al centro dell'incontro
 
“Il lockdown ci ha insegnato ad utilizzare nuovi strumenti ma questa volta non abbiamo voluto rinunciare all’emozione di guardarci di nuovo negli occhi aprendo la platea ai nostri soci e ai lavoratori delle realtà che ci ospitano e che si raccontano in questa serata insieme a noi –spiega Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia – Il tema dell’etica e del lavoro ci vede impegnati da decenni, ma quest’anno abbiamo voluto fare un passo in più. Abbiamo preso la nostra campagna sull’inclusione, Close the Gap, e l’abbiamo calata là dove crediamo sia più faticosa la parità di genere cioè su quei campi in cui in queste settimane tante donne raccolgono per noi frutta e ortaggi. Stiamo già lavorando alla formazione di queste donne proprio nelle aziende in cui lavorano. Con lo streameeting abbiamo voluto aprire un dibattito sulla questione delle filiere fragili, per esserne sia promotori che per imparare dagli altri”.

Fonte: ufficio stampa Coop


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