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giovedì 22 luglio 2021


Meloni, Calevi: «Bernini F1 ci sta entusiasmando»

La campagna del melone retato è appena entrata nel vivo nella zona di coltivazione tardiva del Viterbese, con buone indicazioni sul fronte sia delle rese per ettaro sia delle caratteristiche organolettiche dei frutti. L’andamento produttivo sta lasciando infatti contenti i migliori produttori specializzati del territorio come l’Azienda agricola F.lli Calevi di Viterbo, la quale destina circa 100 ettari di superfici a varietà retate che segnano la fetta.

“La nostra stagione è iniziata da circa una settimana con le raccolte della varietà Bernini F1. Pensavano che il freddo della primavera avesse dato fastidio ai primi trapianti, invece stiamo scoprendo piante davvero bellissime che danno frutti perfetti, ottimi nel gusto, nel brix e con una buona pezzatura”, sottolinea a Italiafruit News Stefano Calevi dell’Azienda agricola F.lli Calevi di Viterbo.



I primi stacchi di Bernini F1, varietà sviluppata da Nunhems, hanno raggiunto un grado di concentrazione zuccherina pari a 16. “Un ottimo livello, superiore al brix medio che avevamo alla partenza della campagna 2020. Ora siamo in procinto di iniziare anche le raccolte di Impero, altra varietà (ditta Seminis) che, come Bernini F1, coltiviamo da due anni. Per l’avvio stagionale ci siamo orientati su questi due meloni che riteniamo molto validi dal punto di vista qualitativo”.

La stagione sarà lunga dato che nel Viterbese la maturazione dei frutti procede, di solito, per più di due mesi arrivando a coprire tutto il mese di settembre. Non è quindi già il caso di disperarsi se l’andamento delle richieste appare, per il momento, abbastanza calmo. “In Italia, la settimana, c’è stato poco consumo per via del maltempo. Ma tra qualche giorno, verso fine mese, il mercato nazionale dovrebbe cominciare un po’ a svuotarsi a livello di quantitativi. E la combinazione con il ritorno del caldo africano potrebbe andare a favorire la ripresa del mercato”. 



Le aspettative fiduciose di Calevi sintetizzano un po’ il pensiero comune dell’intero comparto melicolo italiano. Si spera, fra le altre cose, che la scarsa offerta di pesche e nettarine possa portare i consumatori italiani a comprare più meloni nei mesi di agosto e settembre. 

“Ci sono tutti i presupposti perché il contesto commerciale possa migliorare nel giro di qualche settimana. Tanto dipenderà dal tempo, in quanto il melone si riesce a vendere bene se c’è un clima caldo e sereno. Auspichiamo quindi in una risalita dei consumi e dei prezzi, anche perché quest’anno, rispetto alla campagna 2020, noi produttori stiamo sostenendo costi molto più elevati. Tutto ciò che acquistiamo è aumentato a dismisura: parliamo del +20-25% per i concimi, del +100% per l’energia elettrica necessaria per irrigare. Forti rincari, infine, si registrano anche per il gasolio”. 

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