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giovedì 15 luglio 2021


Frutta estiva, il borsino dei prezzi

Nella seconda settimana di luglio le contrattazioni di pesche e nettarine si sono svolte in un contesto di crescente interesse della domanda, grazie al perdurare di temperature elevate che hanno incentivato i consumi: lo evidenzia l'ultimo report Ismea che fa il punto sui prezzi all'origine della frutta. In graduale assottigliamento l'offerta per le albicocche rappresentate dalle ultime quote di varietà tardive per le quali si continua ad osservare una buona richiesta, mentre si intensifica la raccolta delle susine con quantitativi disponibili per il mercato in graduale incremento. Prime contrattazioni in campagna per le uve pugliesi sulla base di prezzi di esordio superiori a quelli della passata campagna di commercializzazione. In rallentamento il mercato delle pere estive oggetto, dopo l'esordio di inizio mese, di  un rallentamento della richiesta. Ultime contrattazioni per le ciliegie.



In progressivo incremento, dunque, l'offerta per pesche e nettarine a seguito dell'intensificarsi delle operazioni di raccolta in tutti gli areali produttivi interessati: sotto il profilo degli scambi la settimana, stando a Ismea, è stata caratterizzata da una positiva attività di mercato cui ha contribuito il persistere di temperature elevate. L'offerta affluita sia sui mercati interni che presso i centri di distribuzione estera è stata intercettatta da una buona attività della domanda con quotazioni che sulla maggior parte delle piazze monitorate si sono confermate stabili o - nel caso delle pesche a polpa gialla - in generale ascesa. Solo nell'areale calabrese i listini hanno teso al ribasso a fronte di una domanda modesta e non adeguata alle quantità offerte.

Con l'estendersi della raccolta ad altre varietà di maggiore pregio di provenienza modenese caratterizzate da prezzi mediamente più alti, il listino delle susine dal 5 all'11 luglio ha evidenziato un rialzo. Sotto il profilo degli scambi la commercializzazione del prodotto nel complesso è proseguita in un contesto di discreto interesse della domanda. 

Capitolo ciliegie: in ulteriore riduzione l'offerta sui mercati per l'approssimarsi della conclusione della campagna di commercializzazione. Solo in presenza di un soddisfacente profilo qualitativo le ultime disponibilità provenienti dagli areali più tardivi del nord e napoletani sono state regolarmente scambiate sulla base di prezzi stabili.



Agli sgoccioli anche la campagna di commercializzazione delle albicocche nei siti produttivi meridionali: l'offerta, rappresentata dalle ultime quote di varietà tardive, dal profilo qualitativo apprezzabile, immessa sul circuito commerciale ha trovato agevole collocamento sulla base di quotazioni stabili o in aumento. Per il prodotto calabrese, rileva Ismea, il listino ha però mostrato una flessione in ragione dei minori volumi scambiati. In fase ormai avanzata l'attività di raccolta negli areali settentrionali della penisola: le buone caratteristiche qualitative presentate dal  prodotto unitamente a una domanda sia interna che estera interessata hanno permesso anche qui il favorevole svolgimento delle vendite con quotazioni stabili o tendenti al rialzo.

Passando all'uva da tavola si nota un ritardo di circa una settimana rispetto allo scorso anno nelle zone precoci del barese e del tarantino, dove hanno avuto inizio le operazioni di raccolta delle uve precoci apirene e Black Magic. La produzione in termini quantitativi è prevista in aumento rispetto allo scorso anno. Sotto il profilo qualitativo i primi stacchi hanno mostrato uno standard del tutto ottimale sia per conformazione del grappolo che per dimensione degli acini. I limitati quantitativi imessi sui mercati hanno riscosso l'interesse della domanda con quotazioni su livelli superiori rispetto a quelle di esordio 2020. Ancora, prosegue regolarmente nelle aree catanesi la raccolta del prodotto; i quantitativi risultano in progressivo incremento. Alle maggiori quantità commercializzate è corrisposta una adeguata richiesta con quotazioni che si sono confermate stabili rispetto ai livelli precedentemente raggiunti.

Infine le pere estive: la seconda settimana di luglio si è chiusa con una flessione delle quotazioni medie da imputare esclusivamente all'andamento osservato nell'areale modenese dove una minore richiesta al consumo ha limitato le vendite. Stabili invece i listini sulle altre piazze monitorate a fronte di una offerta in linea con la domanda.

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