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martedì 13 luglio 2021


Come difendere i frutti dalle scottature solari

L'ondata di calore di fine giugno non è stata indenne per l'ortofrutta italiana. Abbiamo visto l'uva da tavola letteralmente "bollita" dal vento rovente in Sicilia (clicca qui per leggere la notizia), ma anche angurie e meloni hanno sofferto il gran caldo. Caldo che continua. Dalle scottature solari ci si può difendere: la strategia migliore, però, resta la prevenzione e aver fornito calcio alla pianta durante la sua crescita è basilare per far fronte agli effetti indesiderati delle alte temperature persistenti e poter così mettere in campo interventi per difendere le colture.

"Dal post allegagione in poi, quando il frutto è in fase di accrescimento, occorre effettuare una strategia mirata a garantire un elevato contenuto in calcio all’interno del frutto - questa la raccomandazione di Pierfranco Baraglia, direttore tecnico di Green Has Italia - Perché il calcio è un regolatore idrico e questo limita le problematiche davanti a stress climatici come le ondate di calore". A tal proposito Green Has Italia propone Calciogreen Forty, formulato che si basa sull’esclusiva Formate Technology: la sua formulazione consente all’elemento di penetrare  attivamente nei tessuti vegetali ed essere traslocato con grande efficienza e velocità.

Il calcio, spiega l'esperto, deve essere considerato alla stregua di un mattone per il frutto. Più calcio c'è, più divisione cellulare è possibile. "E se il frutto ha tanti mattoni a disposizione, allora può avere pareti cellulari più spesse, che determinano condizioni migliori all'interno dei frutti: alcuni organuli cellulari, sopra certe temperature, non solo cessano di lavorare ma vengono sostanzialmente distrutti, come i mitocondri, i cloroplasti, oppure la membrana dei vacuoli si può rompere... Questi fenomeni determinano le problematiche che abbiamo visto nei giorni scorsi. Inoltre, nel momento in cui il calcio non riesce più ad essere traslocato all'interno del frutto, la pianta inizia a promuovere la distensione cellulare e portare a dimensione lo stesso, quindi l'ispessimento della parete cellulare si ferma".

Una corretta nutrizione della pianta - oltre a promuovere la qualità dei frutti - determina una maggior percentuale di sostanza secca. Fattore che aiuta ad affrontare il caldo, così come la concentrazione di sali: in questo caso l'acqua tende a scaldarsi meno. Quindi l'ideale è aumentare i solidi solubili all'interno del frutto e diminuire l'apporto di azoto.

La strategia di Green Has Italia per far fronte alle scottature solari poggia su alcuni prodotti. "Sono formulati ricchi in aminoacidi di origine vegetale, che svolgono funzione antistress: il Greit VG per il convenzionale e il Vit-Org VG per il biologico", anticipa Baraglia.



Vit-Org VG contiene anche potassio, che regola l'apertura stomatica delle foglie per un miglior controllo della respirazione e della temperatura; oltre alla glicinbetaina, il classico aminoacido antistress che lavora proprio in prevenzione degli stress ambientali da alte temperature e può essere somministrato anche abbinato ai prodotti fertirriganti. "Greit VG ha contenuti in aminoacidi superiori e oltre alla glicinbetaina contiene anche acido glutammico - aggiunge il direttore tecnico di Green Has Italia - un altro aminoacido che lavora come antistress sia in termini preventivi che curativi: è utile alla pianta per sintetizzare altri preziosi aminoacidi".

Sia in bio che in convenzionale, poi, a livello fogliare la strategia dell’azienda prevede l'applicazione di polvere di roccia chabasite Green Has Italia. "E' un corroborante che da qualche anno abbiamo inserito nel nostro catalogo: a differenza di altre polveri di roccia, questa ha una struttura cubica che ne aumenta la capacità igroscopica. Questa polvere micronizzata si pone sopra ai frutti e alla foglie: da un lato riflette la luce solare che colpisce la pianta, dall'altra immagazzina una grande quantità di umidità. Così ha due vantaggi: sottrae umidità durante la notte, la immagazzina e la cede durante la giornata, mitigando così la temperatura del frutto. Vale per le drupacee, pomacee, angurie, meloni, uva da tavola... Insomma, un vasto impiego che può contenere i danni da scottature solari".



Infine se si coltiva in convenzionale, Green Has Italia suggerisce anche la contestuale applicazione di Silvest. "E' un formulato innovativo nella cui formulazione è presente anche il silicio in perfetta soluzione. Silvest, applicato in prevenzione, inspessisce la cuticola e riduce la traspirazione, mitigando così gli effetti dannosi dell’impatto diretto dei raggi solari sul frutto - conclude Pierfranco Baraglia - Inoltre il prodotto aumenta fortemente la resistenza del frutto rispetto al fenomeno delle spaccature".

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