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lunedì 28 giugno 2021


Quando il melone ha il sapore del cetriolo

Tra i nostri lettori ci sono sempre più consumatori appassionati di ortofrutta. Spesso ci scrivono per chiedere informazioni sui prodotti, talvolta per esternare la loro delusione. Proprio come è capitato la settimana scorsa, quando un cliente di un'importante catena distributiva nazionale ha comprato in un supermercato della Romagna un melone proposto come di alta qualità ma, alla prova dell'assaggio, l'esperienza è stata un disastro.

Il melone liscio - che l'insegna proponeva con la propria marca premium - è stato acquistato a 2,49 euro il chilo. Ma subito al primo morso si è rilevato molto deludente: a fine giugno da un melone ci si aspetta fondamentalmente una cosa, la dolcezza. Invece questo prodotto non aveva proprio le caratteristiche giuste.



Il consumatore deluso è però voluto andare a fondo e si è rivolto a un conoscente, produttore ortofrutticolo, per la misurazione del grado Brix. Il test al rifrattometro è stato impietoso: circa 6 gradi Brix, praticamente un cetriolo.



Tutto ciò ci dovrebbe far riflettere: in questa fase della campagna errori di questo tipo sono impensabili. Vanificano l'approccio alla segmentazione della qualità e non possono essere archiviati come "cose che possono succedere". Se compriamo un vino, un Franciacorta ad esempio, e quando apriamo la bottiglia e procediamo alla degustazione ci troviamo davanti a un prodotto dal gusto di un vino fermo in brick, che cosa facciamo? Torneremo a comprare quel vino pensando che ci siamo imbattuti in un errore veniale del viticoltore, oppure metteremo una croce sopra quella cantina?



Tornando al melone, quel frutto non doveva essere messo in vendita. Certo, in campagna può capitare di staccare un liscio non ancora al giusto grado di maturazione, ma poi ci deve essere un sistema di controlli necessari per verificare la qualità, altrimenti si continuerà a vivere nella felice ignoranza che i prodotti della terra sono diversi uno dall'altro. Vero, lo ripetiamo, ma possiamo sempre selezionare i frutti, evitare errori grossolani e soprattutto di deludere un consumatore.
 
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