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giovedì 17 giugno 2021


«Pesche, abbiamo perso il 90% della produzione»

“Fra pesche e nettarine, quest’anno ci manca il 90% della produzione, quest’anno non sarà una vera e propria campagna” dice a Italiafruit News Filippi Maria Santa, titolare dell’omonima azienda di Viterbo specializzata nella produzione di pesche e nettarine con impianti all’avanguardia.

La produttrice quest’anno dovrà fare i conti con i pochi frutti che si sono salvati dalle gelate. In un’annata normale sarebbe già iniziata la stagione delle pesche ma ad oggi manca quasi del tutto il prodotto. “Anche delle piante che si sono salvate, alcune hanno frutti e altre no – dice la titolare – dobbiamo passarle una a una per capire il salvabile. In generale non possiamo fare programmi e, allo stesso tempo, non stiamo ricevendo nessun tipo di aiuto regionale o statale”.



Negli ultimi quattro anni, l’azienda ha già avuto danni climatici per tre anni ma, sottolinea l’imprenditrice: “Mai come quest’anno, lnel 2020 ci era rimasta almeno metà produzione. Il clima è stato davvero anomalo: nonostante la nostra non sia una zona fredda, le temperature sono scese fino a -4 gradi centigradi. Era da più di 20 anni che non ci vedevamo costretti ad utilizzare le ventole antibrina, ad oggi avevamo utilizzato solo le reti antigrandine”.

E ora pesano sui conti aziendali gli investimenti fatti in macchinari. “Abbiamo speso tanto per acquistare le macchine antibrina ma non ci è ancora rientrato niente”. “Se ci fossero stati dei fondi regionali per gli impianti antibrina almeno ci avrebbero aiutato – si sfoga la produttrice – invece dobbiamo sempre acquistare gli impianti da soli e così, dopo le perdite produttive importanti, abbiamo ulteriori spese”.

Nonostante i volumi scarsissimi, l’azienda continua a puntare sulla coltivazione di pesche e nettarine.
“A gennaio abbiamo rinnovato la coltivazione di pesche, pratica che facciamo abitualmente quando vediamo che le piante vecchie iniziano a scarseggiare in produzione. Ma si tratta di un impianto che entrerà in produzione tra due-tre anni. Se l’anno prossimo avremo la stessa situazione di oggi, valuteremo se sostituire del tutto le colture”.



Da non sottovalutare i relativi problemi di personale. L’azienda contava abitualmente su un team di 16-18 persone, quest’anno solo sette. I lavori iniziavano già ad aprile con il diradamento ma quest’anno “non ce n’è stato bisogno e il lavoro scarseggia – dice la produttrice – e allo stesso tempo non possiamo permetterci di abbandonare le concimazioni e i trattamenti”.

Le poche quantità prodotte quest’anno saranno vendute sui mercati e alla Gdo. “Ancora non riusciamo ad organizzarci – conclude Filippi – perché non conosciamo i quantitativi esatti e li stimiamo direttamente in campo. Sulle precoci ad esempio calcoliamo il 100% dei danni, poi troveremo qualcosa a metà luglio ma si tratta di numeri piccolissimi. Se solitamente arriviamo a 6 mila quintali, quest’anno arriveremo forse a 600-700 quintali”.


Tutte le foto sono immagini di archivio aziendali di Filippi Maria Santa.

Copyright 2021 Italiafruit News


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