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giovedì 10 giugno 2021


Ciliegie, i perché di un'annata tra luci e ombre

Bio di nome e di fatto. “Siamo pionieri del biologico” ricorda Ignazio Cozzoli, direttore di NaturBio. L’azienda pugliese ha convertito la propria produzione ortofrutticola oltre 15 anni fa, “in un momento in cui il bio in Italia era per lo più riservato a una élite di pubblico e i consumi erano ridotti. Da quando il segmento è entrato nella grande distribuzione organizzata, la platea di consumatori si è allargata. La pandemia – spiega Cozzoli – ha portato molte persone a dare ancora più attenzione all’alimentazione salutistica, si aprono ulteriori prospettive di crescita”.



Biologiche sono anche le ciliegie, la cui annata è cominciata tra luci e ombre. “In Puglia – osserva il direttore commerciale di NaturBio – c’è stato un surplus produttivo dovuto al clima e alle temperature alte. In questo scenario, non è semplice trovare sbocchi di mercato: negli anni scorsi è stata fragile l’offerta, nel 2021 lo è di più la domanda perché c’è prodotto in abbondanza”. Il risvolto positivo è “l’elevata qualità delle ciliegie. Attraverso il Consorzio Bia – di cui NaturBio è socio fondatore – abbiamo poi aderito a un progetto con Coop Italia per l’inserimento di arnie di api in modo da favorire l’impollinazione. Questo ha inciso sulla fase di allegagione, ottima, e di conseguenza sulla qualità del prodotto finale”.



L’azienda agricola pugliese vanta una superficie complessiva di circa 35 ettari dedicata alle ciliegie. La produzione annua è di oltre 3mila quintali - dalle varietà Bigarreau e Ferrovia fino alla Sweet Heart - ed è destinata all’estero e alla Gdo italiana. “La raccolta avviene tramite personale specializzato nelle  nei terreni di proprietà e il trasporto verso il nostro stabilimento di duemila metri quadrati a Bisceglie attraverso camion refrigerati. Il prodotto viene poi stoccato in cella, fino alla lavorazione”. Nella fase di confezionamento, l’azienda utilizza imballaggi ecosostenibili.



Alla guida di NaturBio, assieme a Ignazio Cozzoli, ci sono le figlie Maria Lucia e Francesca: entrambe studentesse universitarie, la prima si occupa degli aspetti commerciali e di marketing, la seconda di quelli amministrativi. L’azienda ha in gestione circa 150 ettari, tutti certificati biologici, distribuiti nel Nord barese: una trentina di ettari coltivati ad uva da tavola, albicocche, fichi e ortaggi annuali a Bitonto, 35 a ciliegie ad Andria e Corato, circa 18 a ortaggi a Barletta e 70 ettari ad ortaggi a Cerignola. Dai meloni ai broccoli, passando per zucchine, pomodoro datterino, bietole e finocchi, la produzione complessiva annua supera i 20mila quintali.



“La sensibilità dei consumatori al biologico – osserva Maria Lucia – è in continuo aumento. Siamo stati tra i primi in Italia a credere in questo metodo e continueremo a farlo. A mio avviso serve una strategia di marketing ancora più mirata per far percepire ancora di più i plus del bio in Italia. Al Nord il consumo è superiore a quello del Sud, vogliamo dare un impulso perché ci sia una crescita anche nelle regioni meridionali”.

Dallo scorso mese di ottobre, NaturBio garantisce al Consorzio Bia la piattaforma distributiva per il Sud Italia. È proprio Maria Lucia a occuparsene. “In precedenza – spiega – ne avevamo due, la nostra a Bisceglie e un’altra a Ispica. Avere una piattaforma unica rende più fluido il lavoro e il rapporto con il cliente, che ha un solo riferimento con il quale interfacciarsi”.



Diversi sono i progetti di sviluppo di NaturBio. “Ci stiamo avvicinando sempre di più all’agricoltura 4.0, acquisteremo nuovi macchinari. Per quanto riguarda l’aspetto commerciale – conclude Maria Lucia – lanceremo nei prossimi mesi il nostro e-commerce: intendiamo puntare anche sul canale online”. 

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di Giuseppe Catapano

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