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Spagna, ora è guerra: «Boicottare l'ortofrutta marocchina»

Si alza il livello dello scontro "ortofrutticolo" tra Spagna e Nord Africa: oggetto della contesa è, ancora una volta, il pomodoro marocchino, al centro questa volta di una vera e propria campagna "contro" da parte dell'Associazione delle organizzazioni di produttori di frutta e verdura di Almería, Coexphal, promotrice dell'iniziativa "Origen Marruecos", che mira a evidenziare i danni subiti dal settore agroalimentare spagnolo e comunitario dagli accordi con Rabat.



La prima azione della campagna di sensibilizzazione è stata quella di inviare una lettera aperta alle catene distributive che attualmente commercializzano prodotti di origine marocchina per attirare la loro attenzione sulla contraddizione di continuare a vendere prodotti che non rispettano i requisiti di sicurezza alimentare e impatto ambientale dei prodotti spagnoli ed europei. Ai consumatori viene inoltre spiegato con grafiche ad hoc come individuare, attraverso il codice a barre, il prodotto di provenienza marocchina. Con lo slogan "Mangiamo con paura?", si vuole alludere alla mancanza di coerenza mostrata dalle catene di supermercati che offrono prodotti marocchini, e alle amministrazioni che continuano ad essere impassibili di fronte a quelle che vengono definite "violazioni dell'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Marocco".

L'associazione degli esportatori iberici Fepex concorda con Coexphal sulla gravità della situazione attuale e parla senza mezzi termini di violazione della clausola di cooperazione e delle misure di salvaguardia; la prima stabilisce che i vantaggi concessi al Marocco per l'esportazione di pomodori nell'ambito dell'accordo di partenariato sono legati a un mantenimento del livello quantitativo delle esportazioni marocchine verso l'Ue. Ma i dati parlano chiaro: il flusso delle esportazioni di pomodori dal Paese nordafricano al momento della firma dell'accordo nel 2011 era di 332.231 tonnellate mentre nel 2020 le esportazioni di pomodori marocchini verso l'Ue ammontavano a 518.190 tons (compreso il Regno Unito) con un aumento del 55%.



Quanto alla clausola di salvaguardia, contenuta nell'articolo 7 dell'accordo, essa stabilisce che, qualora le importazioni oggetto delle concessioni provochino gravi turbative nei mercati o danni al settore produttivo, il soggetto importatore possa adottare  misure utili per tutelare le imprese del proprio Paese senza coinvolgere l'Ue.

Nell'ambito della campagna sono già stati lanciati i primi messaggi sui social network che mostrano i principali prodotti agroalimentari spagnoli gravemente colpiti dall'ingresso massiccio di referenze africane. L'hashtag #TragamosOrigenMarruecos riunirà tutta l'attività digitale di questa iniziativa.

Il manager di Coexphal, Luis Miguel Fernández, ha evidenziato che il pomodoro subisce l'impatto della concorrenza sleale del Marocco ma che sono coinvolti anche altri prodotti ortofrutticoli come zucchine, angurie, frutti rossi o drupacee e che, inoltre, altri settori come quello dell'olio d'oliva o  della pesca subiscono la concorrenza. Motivo per cui, ha invitato l'intero settore agroalimentare spagnolo ad aderire al "fronte" anti-Marocco.

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