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Ecco il negozio ideale del futuro

I consumatori sognano un servizio “di quartiere” (o di piccola città) che effettui consegne per conto dei piccoli negozi (in primis alimentari, ma non solo): la proposta risulta interessante per il 67,8% degli italiani stando a quanto emerge dall'indagine condotta da AstraRicerche - presentata nell’ambito di Trend Academy/See the Next della Camera di Commercio di Bari - che fotografa la visione degli italiani in materia di innovazione nel settore ‘retail’. 

Nell’area del delivery le preferenze degli italiani si indirizzano prevalentemente sui ‘locker’, ritenuti interessanti dal 54,8% e sui punti di consegna ‘a scaffale’ all’interno dei negozi (53%). Grande apertura anche per modalità più innovative quali la consegna tramite un veicolo autonomo robotizzato (43,8%).



Per lo shopping durante il periodo della pandemia gli italiani hanno preferito i negozi che assicuravano un buon distanziamento tra le persone (20,4% degli interpellati come prima scelta e 58,5% tra le prime tre) anche attraverso il rispetto del numero massimo di persone ammesse (17.4% come prima e 55.4% tra le prime tre). Sembra aver contato meno la possibilità di pagare alle casse ma senza contatto fisico con persone o apparecchiature (12,9% e 37,9%) per la media degli italiani, ma è stato un elemento discriminante per i più giovani (18-24enni: 48%).

Tra le varie innovazioni del settore retail le soluzioni che prevedono l’assenza delle casse riscuotono un buon livello di interesse: renderebbe gli acquisti di ogni giorno più comodi e veloci (52,1%). Suscita interesse nel consumatore anche l’idea di negozi innovativi anche nel format: sul podio delle preferenze a pari merito i negozi digitalizzati e quelli interattivi (rispettivamente scelti dal 66,6% e dal 66,5%, questi ultimi scelti in particolare dai 18-24enni: 74%). Seguono i negozi esperienziali (61,3%) e quelli con personal assistant (61,2% in particolare per i 25-34enni: 69%) mentre fanalino di coda sono i negozi con eventi online (44,4%).



L’opinione sui pagamenti a distanza è invece molto positiva per tutti: facili da utilizzare (67,9%), un vantaggio in termini di velocità di pagamento (67,6), una sicurezza a livello igienico-sanitario (65,6%) tanto che ben il 61,5% vorrebbe utilizzarli di più in futuro.

Gli stimoli sensoriali maggiormente graditi sono, nell’ordine, quelli visivi (24,9% al primo posto), quelli olfattivi (24,6%), quelli uditivi (22,4%) e quelli gustativi (21,3%). Scarso interesse per gli stimoli tattili scelti solo dal 6.9%.

“Distanziamento, ingressi contingentati, attenzione per l’igienizzazione delle superfici, preferenza per pagamenti alle casse senza contatto fisico con persone e apparecchiature, ma anche interesse per negozi digitalizzati, interattivi, esperienziali e aperti H24: la pandemia ha dato un’accelerata ai negozi del futuro ma anche ridato importanza ai negozi di vicinato”, commenta il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi.

“La direzione era già chiara prima della pandemia da Covid-19 - aggiunge Cosimo Finzi, Direttore di AstraRicerche - e ora è ancor più forte: i pagamenti non in contanti, soprattutto quelli che evitano i contatti fisici, sono in forte crescita: l’uscita più rapida dal negozio è un vantaggio in termini di tempo speso, di comodità percepita, di innovazione associata al punto vendita ma è anche una soluzione ai timori – perduranti – sull’igiene delle soluzioni ‘classiche’ come contanti o passaggio di carte di pagamento con contatto tra clienti e operatori”.
 
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