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martedì 1 giugno 2021


«Maggio sottotono, a giugno la musica deve cambiare»

Chiuso un maggio tutt'altro che brillante, il mondo dei mercati confida nel bel tempo e nel ritorno graduale alla normalità post-Covid per un giugno di diversa intonazione. "E' stato un mese sottotono per colpa soprattutto della situazione meteorologica, con temperature inferiori alla media, ma anche per una scarsa propensione all'acquisto", spiega dal Car di Roma Riccardo Pompei. "C'è una buona offerta di frutta fresca spagnola ma anche italiana tra drupacee, uva, angurie e meloni: quelli siciliani, dai prezzi in calo, in un range tra l'euro e l'1,50, sono alle ultime battute, in attesa dell'entrata in scena della produzione locale. Le ciliegie più gettonate sono quelle iberiche: le quotazioni medie variano tra i 3 e i 6 euro". 



Alle battute finali la fragola Candonga, discreta la domanda per la Favetta di Terracina mentre si vendono le prime referenze trentine e veronesi. "I prezzi per il prodotto di media-alta qualità veleggiano tra i 2 euro e i 2,50 euro", sottolinea il grossista romano.



Per quanto riguarda gli ortaggi è ormai imminente il passaggio di testimone tra referenze siciliane e pontine: "E' al debutto la produzione della Piana di Fondi, che comprende pomodoro piccadilly, ciliegino, datterino, melanzane, zucchine, fagiolo Corallo, insalate; resta però ancora presente la produzione dell'isola, sopratutto per quanto riguarda peperoni e pomodori, questi ultimi con con prezzi massimi attorno ai 2 euro. Al momento manca all'appello il Grappolo di qualità, scarsa anche la disponibilità di Oblungo: il siciliano è agli sgoccioli e il prodotto locale si vende abbastanza bene, a fronte però di volumi molto contenuti".



"In generale - conclude Riccardo Pompei (a sinistra nella foto) - notiamo come i consumi siano bassi: ci auguriamo che giugno segni un cambio di passo, per noi grossisti sarebbe importante dopo molte settimane complicate".

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