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martedì 1 giugno 2021


Ciliegie, scoppia la protesta in Puglia

Il conto della scarsa aggregazione è salato. E la tensione sul prezzo, per i piccoli produttori di ciliegie, sale giorno dopo giorno. Se le grandi strutture, da Nord a Sud, prevedono una campagna cerasicola positiva (clicca qui per leggere il nostro articolo della scorsa settimana), chi lavora fuori dai circuiti organizzati vede riconoscersi quotazioni basse - che comunque andrebbero sempre parametrate alla qualità della merce - le quali non coprono i costi di produzione.

Così nasce il malcontento e scoppia la protesta, come è successo ieri mattina a Casamassima (Bari), dove in paese sono comparsi manifesti a lutto per la ciliegia Ferrovia.



Poi un produttore, come ha raccontato il sindaco Giuseppe Nitti sulla sua pagina Facebook (da dove abbiamo tratto queste immagini), "ha protestato sversando una grande quantità di ciliegie prima davanti ad un magazzino di compravendita di frutta e poi all'ingresso del Municipio. Il prezzo troppo basso delle ciliegie sta creando grosse difficoltà agli agricoltori che aspettano un anno intero per raccogliere i frutti del loro duro lavoro. Ma è la storia che si ripete ogni anno! Evidentemente è giunto il momento che i piccoli agricoltori valutino seriamente la possibilità di mettersi insieme e fare squadra per proporsi sul mercato in modo più solido ed economicamente remunerativo. La storia ci ha insegnato che agire individualmente non porta vantaggi nel mercato della vendita di ciliegie. Noi siamo disponibili ad un incontro finalizzato a guardare al futuro".



E anche dalla vicina Turi arriva un messaggio in tal senso. Sempre sui social è l'assessore all'agricoltura Stefano Dell'Aera a ricordare che "il crollo dei prezzi esaspera gli agricoltori e noi non possiamo restare in silenzio. Le proteste di Casamassima mi convincono sempre di più che dobbiamo superare i campanili e creare una rete virtuosa di sostegno al comparto, con le associazioni di categoria e i produttori. In questa direzione stiamo lavorando con le amministrazioni vicine. Il crollo dei prezzi delle ciliegie per i nostri agricoltori è una ingiustizia che non ripaga neanche i costi di produzione. Così si distrugge un comparto che solo a Turi produce un sesto della produzione nazionale di ciliegie e di conseguenza l’economia di un intero territorio. Abbiamo l’obbligo di raccogliere il grido di rabbia dei produttori e insieme alle associazioni di categoria provare a dare delle risposte nell’immediato, ma soprattutto in prospettiva per il futuro. Noi amministrazioni abbiamo il compito di superare i campanili e facilitare la cooperazione fra gli agricoltori con l’obiettivo di rilanciare l’intero settore".

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