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martedì 18 maggio 2021


«Prima gamma evoluta, un'altra tappa della nostra crescita»

Presente sul mercato da oltre sessant’anni, l’azienda di produzione e commercializzazione di ortaggi Brun Gelmino di Isola della Scala (Verona) è oggi pronta ad innovare la sua gamma prodotti.
Dopo un attento ascolto delle esigenze dei consumatori moderni, ha recentemente puntato sulla prima gamma evoluta: l’azienda propone una insalata di indivia riccia e scarola – già prodotti di punta della Brun Gelmino – in pratiche confezioni in polipropilene riciclabile



“Abbiamo deciso di lanciare queste nuove confezioni per assicurare la stessa qualità di uno dei nostri prodotti di eccellenza e, allo stesso tempo, accontentare tutti quei consumatori che vanno sempre di fretta e cercano prodotti facili da conservare in frigorifero” – spiega a Italiafruit News Gianni Brun, direttore commerciale della Brun Gelmino e socio dell’azienda insieme con i fratelli Roberto e Ornella.
E aggiunge: “Si tratta di insalate freschissime confezionate in un sacchetto aperto su un lato, che garantisce la respirazione. Sono prodotti 100% italiani che vengono lavati in vasche e raffreddati prima di essere inseriti in questi sacchetti: l’impatto visivo assomiglia a un mazzo di fiori”.


Oggi il fatturato aziendale per le insalate arriva al 30-40% e dalla Brun Gelmino credono che questi nuovi prodotti potranno prendere sempre più piede.
Le confezioni di prima gamma evoluta sono vendute al pezzo e non al chilogrammo. “Finchè abbiamo venduto solo prodotto sfuso, i clienti facevano fatica a riconoscere il nostro nome – commenta il direttore commerciale – ora invece con la prima gamma evoluta riceviamo numerose telefonate di apprezzamento”.

Oltre che sulla prima gamma evoluta, l’azienda è pronta a sviluppare anche un nuovo business, quello dei prodotti provenienti da Fondi. La collaborazione della Brun Gelmino con le aziende del territorio laziale è già iniziato da un paio di anni con alcuni prodotti selezionati come le zucchine. “Per il futuro ci piacerebbe ampliare la gamma prodotti con sedano, carote a ciuffo, ravanelli, insalate, melanzane, cetrioli, pomodoro datterino”. Inoltre Brun Gelmino è già da tempo distributore della patata della Sila.



Diversi i marchi con cui l’azienda commercializza i suoi prodotti: Brun Gelmino, La Regina, Gli Orti del Re, El Duca e Piccolo Lord. “Quest’ultimo brand in particolare – commenta il manager - lo utilizziamo per i prodotti di eccellenza come la cipolla di Tropea oppure la zucchina di Verona. Per tutti gli altri prodotti utilizziamo indistintamente gli altri marchi, soprattutto per differenziare l’offerta nei mercati più grandi”.

Il principale canale commerciale dell’azienda è rappresentato dai mercati all’ingrosso (65%) e la restante parte dalla Gdo (35%), nonostante fino a qualche anno i mercati rappresentavano fino al 90% delle vendite della Brun Gelmino. “E’ stata una fortuna collaborare con la Gdo in questo periodo di pandemia – dice Brun – se nel primo lockdown le vendite erano forti sia in Gdo che nei mercati, in questo secondo lockdown sono un po’ calate e a dare una mano sono state le attività promozionali”.



L’andamento degli ortaggi
“Se l’anno scorso con il primo lockdown le vendite erano impazzite, con crescite del 30-40%, quest’anno siamo all’incontrario”. Con queste parole Brun commenta un mercato altalenante, fortemente condizionato anche dai cambiamenti climatici.
“Abbiamo assistito ad un inverno anomalo – continua – e tutte le produzioni oggi sono in ritardo a causa del caldo che non è ancora arrivato. Siamo in ritardo con l’indivia e la scarola, con il radicchio e i cavolfiori ed anche con le zucchine. Fortunatamente oltre alle produzioni locali, collaboriamo con una quindicina di aziende agricole sparse nel centro e sud Italia, che per alcune colture, come l’indivia riccia, ci consentono una produzione per 12 mesi l’anno”.

Al top delle vendite aziendali ci sono in questo momento i cavolfiori bianchi di Verona e Lusia: “Li distribuiamo principalmente a Milano e Torino e vengono rivenduti sul mercato con prezzi lordi che vanno da 1,30 a 1,50 euro al chilogrammo”.
Sottotono la vendita dei finocchi che non raggiunge 1 euro al chilogrammo (prezzo di vendita lordo sui mercati): “Siamo in attesa di iniziare con il prodotto riminese tra qualche giorno, speriamo che i prezzi possano alzarsi”. Non hanno invece subito ‘scossoni’ i prodotti base dell’azienda come indivia riccia e scarola (disponibili tutto l’anno), così come sedano verde e carote a ciuffo dal Sud Italia. “Anche carote, cipolle e patate sono stati prodotti sufficientemente stabili” sottolinea Brun.
E conclude: “Nonostante i nuovi prodotti che promuoviamo anche sulla nostra pagina facebook e instagram, per il futuro continueremo a mettere sempre al primo posto i nostri prodotti di punta come indivia riccia e scarola, cavolfiori e finocchi”

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