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martedì 18 maggio 2021


«Il miglioramento genetico salva ambiente e bilanci»

"Negli ultimi due decenni il miglioramento genetico ha contribuito ad aumentare la produttività, a salvaguardare la sostenibilità ambientale, aiutando il settore a fronteggiare la crescita demografica e i cambiamenti climatici, soddisfacendo le richieste dei consumatori: alla luce di queste evidenze chiediamo all’Europa di rivedere l’attuale quadro normativo che oggi non ci dà accesso alle nuove tecniche messe in campo dalla scienza”. E' il commento di Giuseppe Carli, presidente di Assosementi a proposito dello studio “Il valore economico, sociale e ambientale del breeding vegetale in Europa e per alcuni stati membri dell'Ue” condotto da Hffa Research per Euroseeds, l’associazione che rappresenta il settore sementiero continentale.



Negli ultimi vent’anni in Europa il miglioramento genetico ha permesso di aumentare le rese dell’1,16% ogni anno consentendo di non utilizzare a fini agricoli oltre 21,5 milioni di ettari di terreni. Dal report di quasi 330 pagine presentato ieri a Bruxelles emerge inoltre che la riduzione delle produzioni agricole attese dalla piena attuazione delle strategie Farm to Fork e Biodiversità potrebbe essere potenzialmente dimezzata se il miglioramento genetico procedesse al ritmo attuale anche nel prossimo decennio.
 
Secondo lo studio di Hffa Research, società di ricerca specializzata in ambito agricolo, dal 2000 a oggi a livello europeo il miglioramento genetico è stato il fattore innovativo che ha inciso maggiormente sull’incremento delle rese per le principali colture. Inoltre, ha avuto anche un impatto positivo in termini di contenimento dell’impronta ecologia delle produzioni primarie, poiché ha permesso di non convertire superfici boschive o naturali in terreni agricoli garantendo nel contempo una minore emissione di gas serra. Senza il miglioramento genetico l’Europa sarebbe diventata un importatore netto delle principali colture agrarie nel 2020.


 
“Nei giorni scorsi la Direzione Generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea ha affermato che le Ngts possono contribuire alla sostenibilità dei sistemi alimentari", conclude Carli. "L’innovazione vegetale può essere quindi un prezioso strumento a supporto delle due strategie Ue per compensare le perdite delle rese, ma senza un allineamento di una legislazione che risale ormai a 20 anni fa il settore sementiero dovrà rinunciare a investire nella ricerca e non potrà giocare un ruolo attivo nell’individuazione e selezione di varietà più performanti”.

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