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mercoledì 5 maggio 2021


Primizie in ritardo, sarà un maggio di riscossa

Un mese di ritardo sulla tabella di marcia. Tutta colpa del meteo. La raccolta degli asparagi in Puglia è partita per davvero solo qualche giorno fa. Ed ecco che l’attività di Italy Trade, società che valorizza l’ortofrutta italiana in diversi mercati europei, sta entrando nel vivo. “Quest’anno è maggio il mese clou per gli asparagi”, osserva il responsabile commerciale Maurizio Amoruso. Anche perché le basse temperature di aprile – in particolare nelle ore notturne – hanno rallentato le produzioni “creando notevoli difficoltà. Abbiamo faticato a reperire prodotto in quantità e qualità adeguate, per questo siamo in ritardo. In tale scenario si generano prezzi sostenuti”.



Vuol dire anche che ad aprile c’è stata carenza di asparagi per l’esportazione. “Abbiamo perso clienti fidelizzati che scelgono noi in particolare nel periodo di Pasqua, in paesi come Svezia e Danimarca. Ne hanno beneficiato gli spagnoli”, aggiunge Amoruso. Che però non perde la fiducia. “Ci reinseriremo in tali mercati a maggio e siamo costretti a fare in un mese ciò che abitualmente facciamo in due o tre. La qualità ora è eccellente, con poca quantità di calibri piccoli. Noi siamo sempre al fianco dei produttori, anche in questo momento: è un nostro tratto distintivo, seguiamo insieme alle aziende ogni singola fase a partire dalla programmazione fino alla commercializzazione. Il rapporto è quotidiano, familiare”. Sono una decina le realtà partner di Italy Trade per gli asparagi, per lo più in Puglia. “Il made in Italy – osserva il responsabile commerciale – è ancora un valore aggiunto all’estero. Su questo facciamo leva, cerchiamo di far comprendere la bontà delle nostre produzioni. Così come facciamo leva sulla sostenibilità”. Proprio per valorizzare al meglio il prodotto sui mercati europei, la società ha lanciato nel mese di marzo un nuovo packaging riciclabile e green al 100%: una confezione ecosostenibile per garantire il massimo rispetto dell’ambiente, ma anche per seguire un trend sposato dai maggiori distributori di tutta Europa.



Le anomalie climatiche, intanto, stanno generando problemi pure per la frutta. “Le gelate pesano su pesche e nettarine. Anche per le ciliegie c’è un ritardo produttivo”. Mentre gli effetti della pandemia rendono ancor più complesso il lavoro di Italy Trade. “Il periodo è difficile – ammette Amoruso – e i consumatori tendono a risparmiare sull’acquisto di frutta e verdura, anche all’estero. Facciamo del nostro meglio per esportare il made in Italy di qualità, valorizzando il lavoro delle aziende produttrici locali. Allo stesso tempo cerchiamo di andare incontro alle esigenze di clienti e consumatori. Tutto questo a fronte di un incremento del costo di imballaggi e trasporti: auspico che con il Recovery Plan si possa trovare una soluzione a tali problemi”.

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di Giuseppe Catapano

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