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venerdì 30 aprile 2021


Dalla Food Valley un segnale di ripartenza del settore

Parma è il cuore della Food Valley emiliano-romagnola, il territorio che vanta il primato non solo regionale, ma di tutta Italia, per l’impatto economico dei suoi tanti prodotti alimentari di eccellenza, in primis Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, che valgono qualcosa come 1,4 miliardi di euro all’anno. Proprio da qui può partire il segnale della ripartenza dell’intero sistema agroalimentare regionale una volta superata l’emergenza sanitaria, facendo leva sulla bontà e sicurezza delle nostre produzioni e sulla professionalità degli imprenditori”.
 
È il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che ieri mattina ha incontrato presso la sede del Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca del capoluogo provinciale le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare per un esame a 360 gradi delle problematiche del comparto e per definire gli obiettivi dei prossimi mesi. Hanno partecipato all’incontro, oltre ai delegati di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Confcooperative.
 
Al centro del confronto la riforma in itinere della Politica agricola comune (Pac) e il varo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sul quale il mondo agricolo ripone molte aspettative.
“Stiamo lavorando per potenziare le filiere e la competitività delle imprese - prosegue Mammi- per renderle più strutturate e forti. Dobbiamo essere capaci di affrontare le sfide, i cambiamenti e cogliere al meglio le opportunità che si presentano. C’è una forte competizione a livello europeo e mondiale e come sistema agroalimentare regionale dovremo rimboccarci le maniche per rilanciare le nostre eccellenze e conquistare nuove quote di mercato”. 
 
Un’altra grande sfida aperta è quella della lotta ai cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale e agricola, due obiettivi in cima alle priorità della Regione in questa legislatura. “Nella Pac ci sono tanti strumenti per accompagnare le nostre imprese alla sostenibilità - sottolinea Mammi - la politica agricola comunitaria deve essere in grado di tenere insieme produzione, reddito delle imprese e sostenibilità e andare di pari passo nella ricerca, nell’innovazione e negli investimenti aziendali”. 
 
I rappresentanti delle organizzazioni agricole e della cooperazione hanno espresso soddisfazione per l’andamento della discussione e hanno in particolare apprezzato l’obiettivo indicato dall’assessore di coinvolgere maggiormente le associazioni imprenditoriali nel definire alcuni principi normativi in vista della semplificazione amministrativa. L’assessore s’è inoltre impegnato ad affrontare con strumenti più incisivi la questione dei danni causati alle produzioni agricole dalla proliferazione degli ungulati.
 
I fondi per l’agricoltura parmense 
Superano complessivamente 126 milioni di euro i finanziamenti erogati alle imprese agroalimentari della Provincia di Parma attraverso il Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. La quota più significativa, pari a 59,3 milioni di euro, è andata a sostegno dello sviluppo della competitività, per un investimento totale di circa 143 milioni di euro. In questo ambito le risorse regionali hanno consentito, in particolare, l’insediamento di 143 giovani agricoltori.
 
Ulteriori 51,6 milioni di euro sono stati impiegati per promuovere la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. I restanti 15,5 milioni di euro sono serviti per lo sviluppo del territorio (diffusione banda larga, sevizi alla popolazione, ecc.).                              
 
In apertura foto dell'incontro: l'assessore Mammi è il terzo da sx   

Fonte: Ufficio stampa Regione Emilia Romagna


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