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mercoledì 28 aprile 2021


Gelate in Piemonte, summit con la Regione: le richieste

Si è svolto la settimana scorsa ad Alba, l’incontro tra Coldiretti Cuneo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sul tavolo l’emergenza del comparto frutticolo dopo gli straordinari eventi metereologici del 7 e 8 aprile che si sono abbattuti sulle coltivazioni della nostra Provincia e della nostra Regione. “A fronte di questa situazione oltre allo stato di calamità naturale che abbiamo immediatamente richiesto – ha sottolineato durante l’incontro Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo – è necessario che la Regione attivi tutte le formule a disposizione per sostenere concretamente le imprese che hanno subito gravi danni alle colture. I danni delle coltivazioni per kiwi, albicocche e susine rasentano il 100% della produzione stimata e per pesche e ciliegie si avvicinano al 90%. Con questi eventi, le aziende frutticole per prime, stanno pagando l’ulteriore aggravarsi di tutte le criticità che, nel corso degli anni, hanno indebolito le produzioni Made in Cuneo. La frutticoltura nella Granda rappresenta un settore trainante dell’agricoltura regionale: con le dovute differenze tra specie e specie, la sola Provincia di Cuneo rappresenta tra il 70 e l’85% della produzione frutticola di tutto il Piemonte. I problemi strutturali del settore sono ben noti e vanno avanti da anni senza che veri interventi siano stati presi in considerazione: dalla scarsa rimuneratività a quello della concorrenza sleale dei competitors europei, fino al problema della formazione del prezzo e a quello legato alle procedure complesse ed onerose per i lavoratori stagionali”.



Sette proposte concrete per far fronte all’emergenza sono state proposte al Governatore Cirio: la decontribuzione per i lavoratori delle aziende; moratorie dei mutui in essere anche dopo l’emergenza COVID, poiché molte aziende frutticole torneranno ad avere introiti non prima di dicembre 2022; iniezione di liquidità necessaria, da parte del sistema bancario, per arrivare al 2022; cassa integrazione e sostengo al reddito per i dipendenti delle imprese agricole quelle della filiera e per tutto l’indotto; i rimborsi arretrati della Misura 17 del PSN; una profonda revisione delle agevolazioni assicurative; aiuti in deroga all’art. 5, della Legge 102/2004.
Non è facile assicurarsi per il gelo – come ha sottolineato Coldiretti nella lettera consegnata al Governatore – per i costi, franchigie molto alte, lasso di tempo che passa dalla sottoscrizione della polizza al momento in cui diventa efficace (12 giorni) e soprattutto perché nessuna compagnia copre illimitatamente questo evento. Questi i principali motivi per cui molti imprenditori non hanno potuto assicurarsi. “Oltre a ciò – conclude nel suo intervento Moncalvo – gli eventi registrati non sono da ritenersi “ordinari”, ma di una violenza così eccezionale che si registra solo ogni 30-50 anni. La straordinarietà degli eventi meteorologici che si sono abbattuti con particolare violenza, soprattutto sulle colture frutticole della nostra Provincia richiedono misure altrettanto straordinarie”.

“Abbiamo circa 3500 aziende con oltre 14.000 ettari (su 18.000 di tutta il Piemonte) di frutteto specializzato – precisa Fabiano Porcu, direttore di Coldiretti Cuneo – per la produzione di frutta fresca, che fanno della Granda, uno dei principali poli di produzione e condizionamento a livello nazionale ed europeo. Nelle ultime annate i produttori frutticoli piemontesi si sono trovati a dover percepire delle quotazioni marcatamente inferiori ai costi di produzione. Considerando solo l’arco temporale degli ultimi 5 anni, per 4 anni i produttori di pesche nettarine non sono arrivati a raggiungere il costo di produzione annuale”.

Da un ultimo studio di Coldiretti con Ipsos, emerge che, fatto 100 il valore finale di una pesca, al produttore che lavora dodici mesi con poche garanzie, ritorna solamente il 23%.
“Non è sostenibile e non è accettabile che un comparto d’eccellenza come quello frutticolo cuneese – conclude Porcu - lavori in continua perdita. Ai frutticoltori va il dovuto rispetto, nell’ambito di un tessuto imprenditoriale sano che resiste con tenacia e serietà alle problematiche del settore”.


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