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venerdì 19 marzo 2021


«Non c'è da meravigliarsi se le gelate colpiranno duro»

Il ritorno di freddo mette in allerta il settore delle drupacee per diversi giorni consecutivi. In alcune zone della Romagna - specie nel Ravennate - si notano già i primi segni del gelo/brina sui fiori di susine e di nettarine (ad esempio Big Top), anche se troppo è presto per fare una stima delle perdite.

"Non mi meraviglierei se per due anni di fila, il freddo comprometta la campagna della frutta estiva", dice a Italiafruit News Massimo Scozzoli, imprenditore frutticolo di Forlì che produce pesche e nettarine su 23 ettari. "Già nel biennio 1997/98 si erano verificate pesanti gelate in Romagna. Ricordo infatti nel 1997 raccolsi solo 2 quintali di drupacee rispetto ai 2.000 previsti e, l'anno dopo, nel 1998, ebbi un danno prossimo al 60-70% a seconda della forma di allevamento. Il rischio c'è sempre tutti gli anni e, da parte mia, ho compreso già da tempo che l'unico modo per garantire la sostenibilità di un'azienda agricola è scegliere di assicurarsi".

Già nel 2001, quando le compagnie cominciarono a proporre le polizze multirischio, Scozzoli decise di prendere la strada della prevenzione. Investire risorse proprie per non dipendere strettamente dagli eventi climatici avversi. "Non siamo hobbisti, ma imprenditori. L'assicurazione è la conditio sine qua non per poter condurre un'impresa in modo professionale e per tutelare il nostro reddito". 



Agli operatori che sostengono che le assicurazioni contro le gelate siano troppo costose, Scozzoli risponde che "il gelo e la brina rappresentano solo una piccola parte del premio di una multirischio. Se hai l'automobile e la devi usare una sola volta in un anno, non ti assicuri? Sarebbe sbagliato non farlo. Da parte mia spero soprattutto che Asnacodi (Associazione nazionale dei Condifesa), il Mipaaf e le organizzazioni agricole si attivino per rendere le assicurazioni obbligatorie per tutti gli agricoltori italiani che intendono ricevere i contributi Pac. Pare che questo scenario possa diventare possibile dal 2023".

Dopo le gelate devastanti del 2020, e le relative conseguenze sulla campagna estiva, secondo Scozzoli "sarebbe stato opportuno che la politica, che gestisce i Condifesa, e il settore agricolo si fossero battuti per costringere le assicurazioni ad aprire la campagna assicurativa molto prima e per cominciare a proporre polizze pluriennali. Invece si è preferito fare assistenzialismo, tramite la deroga alla Legge 102, distribuendo denari a destra e a manca senza una vera visione di crescita e di tutela dei produttori. Peraltro, i fondi arrivati alle Regioni colpite dalle gelate, come l'Emilia-Romagna, sono stati riconosciuti solo a quelle aziende che hanno preferito risparmiare soldi non assicurandosi, utilizzando oltretutto delle motivazioni che non sono neanche la parvenza della verità. Chi, come me, si è sempre assicurato negli anni, lo ha fatto anche l'anno scorso nonostante l'inizio della pandemia. Ma abbiamo ricevuto solo uno schiaffo in faccia da Regione e Governo!". 

Scozzoli non manca di dare la stoccata finale al mondo politico e sindacale: "La deroga alla Legge 102 sulle calamità serviva veramente o è stata solo una mossa da parte di politici e sigle sindacali per far vedere che qualcosa si fa sempre? L'unico risultato che si è ottenuto è quello di tornare indietro di 40 anni, quando l'agricoltura veniva esclusivamente sostenuta con aiuti che poi, prima di arrivare agli agricoltori, si perdevano anche in tutte le scartoffie che servivano per accedervi. Servirebbe un netto cambio di passo sotto questo punto di vista”. 

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