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Code ai supermercati, ma niente rotture di stock

Niente a che vedere con le code del lockdown di dodici mesi fa, ma il giro di vite imposto dal Decreto legge del Governo Draghi, che ha proiettato in zona rossa e arancione tutta la Penisola fino a Pasqua, qualche effetto sui consumatori lo ha comunque avuto: nel weekend e nei primi giorni di questa settimana si sono registrate file a macchia di leopardo per acquistare beni di prima necessità tra cui il famigerato lievito, uno dei simboli di questa pandemia. Alcuni punti vendita, da Nord a Sud, da Venezia a Torino, da Firenze a Napoli, hanno temporaneamente esaurito alcuni prodotti, ma nei reparti ortofrutta, ad oggi, non ci sono state rotture di stock degne di nota. C'è chi parla di psicosi "di ritorno", ma l'impressione è che molte persone preferiscano non rischiare, limitando al massimo gli spostamenti e procurandosi scorte per un lungo periodo.



"Al momento abbiamo ricevuto un numero limitato di segnalazioni di criticità, non ci cono particolari pressioni sui punti vendita - spiega a Italiafruit News Carlo Alberto Buttarelli, direttore Relazioni con la Filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione - In alcuni casi il rallentamento degli accessi può essere state determinate dall'ulteriore innalzamento dei livelli di sicurezza degli spazi commerciali da parte dei retailer in quelle regioni che hanno registrato un cambiamento di colore. In ogni caso, non risultano problemi di forniture: il sistema è ben organizzato".



Sulla questione è intervenuta sia Coldiretti ("L’approvvigionamento di cibo e bevande è assicurato dal lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila industrie alimentari e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica: un sistema che ha dimostrato la sua efficienza durante tutte le fasi più acute di diffusione della pandemia durante la quale non è mai mancato il cibo sugli scaffali e nelle dispense delle famiglie) e Gian Marco Centinaio, che ha proferito parole analoghe. 


Code davanti a un Ipercoop torinese nel weekend. Sopra, immagini di archivio

Per il sottosegretario del Mipaaf "non serve farsi prendere dal panico e dar vita a code davanti ai supermercati, creando pericolosi assembramenti che rischiano di vanificare i sacrifici a cui siamo chiamati a causa delle nuove restrizioni per fronteggiare la diffusione del Covid 19: gli operatori del settore agricolo e alimentare hanno lavorato tutti i giorni, anche sfidando il virus per garantire la nostra sicurezza alimentare. E lavoreranno anche adesso senza fermarsi mai - ha aggiunto Centinaio - nonostante la paura: dai produttori fino ai dipendenti della grande distribuzione, che, auspichiamo, rientrino quanto prima tra le categorie che possano accedere in via prioritaria al vaccino”.

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