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giovedì 25 febbraio 2021


Al via Yesp, un progetto dedicato alla fungicoltura

Per presentare il progetto Yesp, potremmo parafrasare il poeta inglese John Donne, per il quale “nessun uomo è un’isola”: è proprio vero, "lavorare da soli può dare grandi soddisfazioni, ma le gratificazioni più robuste arrivano solo se ci si mette in gioco con altri, soprattutto laddove si debbano affrontare progetti complessi e multidisciplinari come quelli previsti dalla Misura 16 del Psr 2014 - 2020".

Una vera e propria squadra di lavoro, infatti, da mesi sta mettendo reciprocamente a disposizione "un patrimonio inestimabile di energie, competenze, idee, visioni, proposte e soluzioni", come ha dichiarato Simone Natali di Opo Veneto, capofila del progetto Yesp, cui aderiscono Dafnae-Università degli Studi di Padova, le aziende socie di Opo Veneto, Soc. Agr. Mancon e La Favorita, Irecoop Veneto, Aif-Associazione Italiana Fungicoltori e l’Asochamp - Asociaciòn profesional de productores de sustratos y hongos de La Rioja, Navarra y Aragòn, uniti dal condiviso obiettivo di migliorare le prospettive produttive ed economiche della fungicoltura, con particolare riferimento alle aziende dedicate alla coltivazione di funghi del genere Pleurotus.

Negli anni passati, riferisce Raffaella Lucato della Soc. Agr. Mancon di Loreggia (Pd), i produttori hanno cercato di monitorare le rese del fungo, apportando piccoli accorgimenti, in termini di pulizia, manutenzione, ammodernamento di impianti e strutture, senza tuttavia raggiungere considerevoli risultati. Si è sentita, perciò, la necessità di uno studio approfondito, costante e professionale che affiancasse tutta la stagione produttiva e che monitorasse lo sviluppo del fungo, sia nei momenti di massima resa che nei momenti “problematici” della stagione.

Perché fare ricerca sulla produzione dei funghi? Quali sono le specificità del Pleurotus?
"Tra i funghi coltivati, il Pleurotus è una delle varietà più conosciute e consumate - risponde Raffaella Lucato - Il Pleurotus risulta di facile abbinamento, ha un sapore molto delicato e ben si presta alle sperimentazioni in cucina poiché è di semplice e veloce utilizzo. Il territorio veneto vanta una cospicua fetta della produzione italiana di funghi coltivati e tale produzione va preservata. La fungicoltura, come nel caso di altri prodotti ortofrutticoli di largo consumo, richiede capacità di programmazione e costanza nella produzione. Una resa altalenate, sia in termini di qualità che di quantità, soprattutto nella seconda parte della stagione ossia tra gennaio e maggio, se non arginata, potrebbe creare delle criticità nella disponibilità del prodotto sul mercato, con il rischio che la Gdo arrivi a togliere il Pleurotus dagli articoli 'a scaffale' ".

Quali modalità di ricerca sono state attivate grazie a Yesp?
Al Dipartimento Dafnae dell’Università di Padova, il professore Carlo Nicoletto sta curando le attività di ricerca collocandole in tre ambiti principali:
il miglioramento della gestione climatica all’interno delle strutture produttive del Pleurotus,
la valutazione dei principali fattori della produzione (substrato/micelio) e
la modalità di conservazione del prodotto al fine di migliorare la shelf-life.
Tutte le attività sono condotte nella struttura realizzata presso l’azienda agraria sperimentale dell’Università di Padova e nelle aziende partner di progetto: qui si studiano diversi substrati di coltivazione di provenienza nazionale ed estera al fine di individuare le capacità produttive di ciascuno a parità di micelio impiegato, e sono in corso prove che valutano alcuni miceli di Pleurotus in combinazione con diversi substrati di coltivazione. Tale approccio consente di verificare l’effetto dei trattamenti impiegati sia in un ambiente innovativo che direttamente nelle aziende che da anni operano nel settore.

Quanto è importante la sinergia tra ricercatori e produttori?
A rispondere è ancora il professore Carlo Nicoletto: "l’interazione con il mondo produttivo rappresenta un elemento chiave nelle attività del progetto. È opportuno ricordare che il legame con la produzione raffigura un valore aggiunto per il ricercatore che riesce a collocare le proprie attività nel contesto produttivo reale cercando così di fornire e trasferire i risultati e le competenze in modo diretto e, soprattutto efficace per chi opera nel settore. Al contempo, il continuo contatto con i produttori e la loro esperienza fornisce una visione reale rispetto ai diversi quesiti che vengono e che verranno affrontati, focalizzando l’attenzione in modo concreto nell’ambito delle problematiche di maggiore rilievo".

Qual è il vantaggio di coinvolgere due eccellenze a livello europeo in materia di fungicoltura?
Non solo ricercatori italiani. Impegnati nella ricerca Yesp, ci sono anche i partner del Centro di ricerche spagnolo Chitc. Tale opportunità per Andrea Prando, segretario associazione italiana fungicoltori A.I.F., significa "operare su una base variegata di materie prime e di condizioni climatiche simili ma non uguali, e studiare gli effetti che nelle varie situazioni si vengono a creare. Il mondo della fungicoltura è fatto di attente valutazioni di elementi naturali come acqua, aria, materie prime come paglia. La ricerca e la combinazione di questi elementi portano alla crescita della produttività, ma anche alla analisi delle criticità che solo uno studio comparato può risolvere".

Il progetto Yesp si concluderà nel mese di aprile 2022.
Agli obiettivi del gruppo operativo, si sommano le aspettative dei produttori, che, come affermano i fratelli Fabio e Mauro Barison, titolari dell’azienda La Favorita di Borgoricco (Pd), vogliono "riuscire a identificare una linea comune nella realizzazione del substrato e di micelio con molte meno varietà, in modo da escludere tante varianti e trovare un metodo di coltivazione che possa dare delle rese minime elevate". Non va, infine, dimenticato il consumatore che chiede di fruire del prodotto in periodi dell’anno sempre più lunghi. Come non accontentarlo? 

Fonte: Ufficio stampa Opo Veneto


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