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lunedì 11 gennaio 2021


Il vento sta cambiando, almeno per qualche prodotto

Gli acquisti di ortofrutta presso il Centro Agroalimentare di Torino sono stati abbastanza contenuti durante le scorse settimane di festività natalizie. “Ciò che ha creato problemi è l’importante afflusso di merce dal Sud Italia e dall’Europa. La domanda non è riuscita ad assorbire pienamente l’offerta e così i prezzi sono scesi”, commenta a Italiafruit News Carlo Quirico, amministratore delegato dell’omonima azienda grossista del Caat, nonché membro del Consiglio direttivo dell’Associazione piemontese dei grossisti ortofrutticoli.

In grande difficoltà sono finiti i carciofi, per i quali però l’andamento commerciale potrebbe presto migliorare. “Da lunedì 11 gennaio (oggi per chi legge, ndr) dovrebbero arrivare meno quantità di capolini dalla Sardegna, stando a quando ci riferiscono i fornitori”.

“Prima di Natale, i prezzi dei carciofi erano molto alti; dal 26 dicembre, poi, sono precipitati vertiginosamente a valori in perdita per i produttori. Vendere capolini a 10-15 centesimi di euro non ha senso per nessuno. Ma andava fatto, poiché l’ampia offerta doveva essere per forza smaltita. Ora che quasi tutte le giacenze sono state vendute, ci possiamo aspettare un rialzo delle quotazioni”.



Rialzo che, la scorsa settimana, hanno registrato le zucchine a fronte delle condizioni climatiche che ha sfavorito le raccolte nel Lazio (Fondi in primis) ed in Sicilia. “Per quanto riguarda le clementine - precisa Quirico - siamo nella fase di cambio tra le produzioni precoci ed il prodotto di piena campagna: negli ultimi giorni, così, i prezzi di mercato sono aumentati e si sono posizionati su valori giusti per il periodo, tanto per produttore quanto per il consumatore”. 

“Per i pomodori e tutto il resto delle verdure, non si possono assolutamente segnalare dei miglioramenti. Nel corso delle ultime due o tre settimane, in particolare, il clima freddo al Nord Italia ha creato grosse difficoltà nelle vendite di pomodori da insalata”.

Natale sottotono anche per tutti quei prodotti che, fino a qualche anno fa, registravano incrementi importanti di prezzi sotto le feste: dalle insalate rosse trevigiane alle prime fragole italiane, dalle ciliegie alle pesche d’importazione, fino ad arrivare alla frutta esotica. “Ricordo, per fare un esempio, che una mattina prima del 25 dicembre di cinque o sei anni fa avevamo venduto la bellezza di 220 cassette di insalata trevigiana tardiva, a prezzi di 8-10 euro il chilo. In queste feste siamo arrivati al massimo a 20 cassette in una mattinata, con quotazioni della metà più basse”.

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